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Clandestino dall’orrore siriano all’Italia. Con un nuovo scrittore

L’esordio di Guglielmo Mihelj ispirato “a troppe storie vere”. L’autore è uno studente di 18 anni

Clandestino dall’orrore siriano all’Italia. Con un nuovo scrittore
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13 Giugno 2018 - 18.55


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Mentre adulti come il ministro degli Interni Matteo Salvini rifiutano l’approdo a navi cariche di migranti come Aquarius, e la maggioranza degli italiani applaude esplicitamente o comunque concorda, è un bel segnale che un diciottenne abbia scritto un romanzo sulla migrazione di un suo coetaneo fuggito dalla guerra e dall’Isis in Siria. “Clandestino. Ispirato a troppe storie vere” (Vertigo Edizioni, pp.208, 14 euro) è il primo romanzo pubblicato da Guglielmo Mihelj. Il primo perché Mihelj ha 18 anni. E nel romanzo inquadra la storia di Mohammed, diciassettenne di Raqqa che deve scappare quando l’Isis prende la martoriata città siriana, massacra persone che conosce, brucia libri, case, strumenti musicali.

Mohammed, narra Mihelj, vuole andare in Germania, vuole diventare astrofisico, lavorare, vivere in una democrazia. Scappa. Passa per gli scafisti, subisce umiliazioni, soprusi, si trova in mezzo a un’umanità in fuga da Asia e Africa, conosce l’incubo, di nuovo torna la paura. Finisce per sbarcare a Lampedusa, finisce in un Cie cercando di ottenere lo status di rifugiato. Una volta ottenuto, non è che l’Italia lo accolga a braccia aperte. Italiani lo sfruttano. A Roma la sua vita avrà una svolta.
E a narrare il tutto è uno studente al quarto anno al liceo classico Terenzio Mamiani di Roma. Il che è già di per sé degno di segnalazione. Anche per confutare il pregiudizio che vuole tutti i ragazzi appiccicati solo allo smartphone o a youtube o alle “aperi-cene” (e scusate il termine).

 

 

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