Ferrara: "Il Mibac taglia al Museo della Shoah 25 milioni già stanziati"

Il sindaco di Ferrara Tagliani e l'assessore dell'Emilia-Romagna Mezzetti sperano non sia l'azione di una "manina" politica. Per il ministro Bonisoli è solo un rinvio

Il Museo dell'ebraismo e della Shoah di Ferrara

Il Museo dell'ebraismo e della Shoah di Ferrara

redazione 28 febbraio 2019
Retromarcia e taglio dei fondi del Ministero dei Beni e attività culturali per completare il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) di Ferrara. Così hanno denunciato il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, e l'assessore alla cultura dell'Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, affermando che il Segretariato regionale del Ministero del Mibac non destina altrove "i 25 milioni circa di euro che erano già stati stanziati per l'ultimo lotto previsto per completare il Museo". Dopo la denuncia il ministro Alberto Bonisoli, Cinque stelle, e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni (Lega) secondo la Stampa hanno risposto che i soldi spesi in altri fondi torneranno a essere disponibili e si tratta solo di un "rinvio". Implicitamente confermano quindi la denuncia del sindaco e dell'assessore: i soldi già stanziati vanno altrove.

Tagliani e Mezzetti ne hanno scritto in un comunicato "per ovviare al silenzio che ha accompagnato questa decisione, che penalizza non solo Ferrara ma anche il nostro Paese: il Meis è un museo nazionale, voluto in un luogo decentrato rispetto alla Capitale e per il quale erano state date specifiche indicazioni organizzative e architettoniche, per renderlo competitivo a livello internazionale". E non possono non registrare un fatto politico: la scelta avviene "in piena controtendenza rispetto alla tradizionale collaborazione istituzionale con i governi che si sono alternati negli ultimi vent'anni".

I lavori sono stati divisi in quattro lotti. Il primo riguardava la palazzina di via Piangipane, il secondo il museo in senso stretto inaugurato a dicembre da Sergio Mattarella, il terzo riguarda cinque strutture in alluminio e vetri ed è in corso la gara per l'intervento, il quarto e ultimo lotto - quello decurtato - è di 24,6 milioni di euro e serve per costruire quattro strutture in vetro e alluminio nel giardino. "Senza questo completamento il museo potrà continuare l'attività, ma senza potersi esprimere al meglio, perche il progetto risulta fortemente compromesso e non più in grado di svolgere quel ruolo internazionale per il quale era nato", hanno scritto il sindaco e l'assessore.

“Una scelta incomprensibile e gravissima, motivata con i ritardi del segretariato regionale, organo dello stesso ministero – ha dichiarato poi Mezzetti – che non avendo impegnato la somma entro il dicembre 2018, si è visto di fatto distogliere i fondi. Che verrano riassegnati ad altri interventi”. “Io voglio pensare che non ci sia una `manina’ - ha detto a sua volta il sindaco - per togliere fondi ai Comuni oggi politicamente non allineati con il governo".