Il restauro della Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee si è concluso grazie a dei batteri

Dopo otto anni il marmo delle pareti e delle sculture di Michelangelo torna al suo splendore grazie al lavoro del team di Monica Bietti e una nuova tecnica di biopulitura

La Sagrestia Nuova a Firenze

La Sagrestia Nuova a Firenze

Redazione 9 giugno 2021

A Firenze i lavori di restauro della Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee, iniziati nel 2013, sono stati finalmente ultimati. I primi interventi avevano interessato le pareti della Sagrestia, mentre alla fine del 2020 il team tutto al femminile guidato da Monica Bietti, funzionaria storica dell'arte e già responsabile del museo delle Cappelle Medicee, si è dedicato alla pulitura delle sculture delle tombe di Giuliano Duca di Nemours e di Lorenzo Duca d'Urbino.

E’ stata la prima volta in cui dei capolavori di Michelangelo sono stati sottoposti ad una tecnica di biopulitura, che prevede l’uso di specifici batteri in grado di rimuovere depositi e macchie senza alterare il marmo: sia i parati marmorei che le sculture erano infatti macchiati da residui di sostanze utilizzate in passato per proteggere le statue durante l'esecuzione dei calchi ed in più il sarcofago di Lorenzo Duca di Urbino era danneggiato da macchie di colore scuro, identificate dalle analisi eseguite dal Consiglio Nazionale delle Ricerche come ossalati e materiali organici da ricondursi alla sepoltura di Alessandro de' Medici che, assassinato, fu sepolto senza essere eviscerato.



Paola D'Agostino, direttore del gruppo Musei del Bargello, di cui le Cappelle Medicee fanno parte ha commentato: "Il progetto di restauro conservativo e di manutenzione che negli ultimi cinque anni e in fasi successive ha visto il coinvolgimento di diverse professionalità e di istituti di eccellenza della ricerca e innovazione scientifica italiana permette ora di ammirare i capolavori fiorentini di Michelangelo, con una nuova consapevolezza della fase delicatissima di scelta e lavorazione dei marmi".