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Il caro bollette attanaglia gli studenti fuorisede

Crescono i disagi dei giovani costretti a far fronte ad un aumento complessivo del carovita. Cronaca di una bolletta annunciata. Per ora non tutti sembrano accorgersene

Il caro bollette attanaglia gli studenti fuorisede
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redazione Modifica articolo

20 Marzo 2022 - 10.53


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di Manuela Ballo
È solo una questione d’ attesa, la stessa che viene spezzata nel momento in cui la mia coinquilina s’avvicina con una busta in mano e con lo sguardo corrucciato. Il suo sguardo è simile al mio. Siamo immerse in una sorta di timoroso silenzio. Al momento ignare del verdetto finale, ci apprestiamo ad aprire, con cautela e precisione, quella busta che, da lì a poco, avrebbe determinato i nostri pensieri per il resto della giornata: come dire, poi, questo ai nostri familiari? Dire la cifra, cioè, di una bolletta fin troppo scottante?

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Questa è cronaca di una bolletta annunciata che entra nella vita della maggior parte degli universitari fuori sede e conseguentemente dei loro genitori, che si trovano a far i conti con bollette salate, con affitti delle case alle stelle e proprietari di queste, spesso troppo pignoli. Senza considerare che ormai nei negozi costa tutto molto più caro, con la conseguenza che impone a molti di noi inevitabili rinunce. Questo accade, per di più, dopo due anni di pandemia che ha portato tanti nostri ex colleghi a rinunciare agli studi o a doverli continuare attraverso la dad.

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Molti di noi ci siamo ritrovati,inevitabilmente, a parlarne tra una lezione e l’ altra, nei corridoi o nelle biblioteche, mentre si studiava. Sono assilli che non ci permettono di vivere con serenità la vita universitaria, costretti a correre per non finire fuori corso e non pagare ulteriori tasse. Il pensiero di pesare sulle nostre famiglie si fa di mese in mese più ingombrante. Inoltre c’è chi ha l’ ansia di non farcela a rispettare i tempi per non perdere la borsa di studio. Ci informiamo passando da uno sportello all’altro per tentare di mitigare gli effetti della crisi. Le risposte nazionali al problema sono però scarse, al di là degli interventi fatti o previsti dalle università e dal diritto allo studio.
E così si finisce per correre, esame dopo esame, mentre cresce e s’addensa l’ansia di noi ragazzi e ragazze che magari preferiremmo studiare con ritmi diversi , evitando di annaspare. E così si perde, quasi senza accorgesene, uno degli aspetti più rilevanti della nostra formazione, la capacità critica che diventa, in tal modo, solo una ruota di scorta del nostro sapere.

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La vita del giovane fuorisede si sa, è fatta di studio, di impegno ma anche voglia di divertirsi: c’ è una città da visitare, ci sono le gite fuori porta. La vita è dura anche per Elena, una studentessa fuorisede, che a differenza degli altri ha la fortuna di avere un’ automobile che in ogni caso non può usare perchè la benzina ha raggiunto ormai cifre astronomiche. Mi confida: “Se prima il pensiero di passare una giornata in campagna o in un museo con gli amici e i colleghi era forte, adesso, questo stesso desiderio sono costretta a reprimerlo e a sostituirlo con l’inevitabile birra in piazza, se tutto va bene. E questo è già un lusso”.

La crisi non ha ancora affondato fino in fondo i propri artigli sulla pelle di tutti gli studenti. Secondo Francesca, coordinatrice dell’ associazione Cravos, questo processo è lento ma inevitabile: “Sia a Siena che nelle altre sedi Toscane le università non si sono al momento espresse , anche perché in precedenza non è mai stato fatto un granchè per contrastare il carovita. Gli studenti non si sono ancora lamentati direttamente, ma sicuramente si faranno sentire ed io non nego che già sulla mia pelle, essendo una pendolare che viaggia giornalmente, ne sento il peso”.

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Insomma, problemi si aggiungono a problemi. Me li elenca la stessa Francesca: “c’è da dire poi che a Siena il carovita è già molto alto soprattutto per gli affitti e per la mancanza di supermercati low cost che possano agevolare le spese e di conseguenza la vita degli studenti. Questo avrà un grosso impatto sulle famiglie e sugli stessi ragazzi che, probabilmente, non potranno permettersi di rimanere a Siena e che potrebbe portare lo studente a scegliere, non per sua volontà, di rimanere a casa e chiudere gli studi attraverso la Dad. Inoltre, a preoccuparmi è anche il fatto che tutto questo potrebbe portare, nel lungo termine, ad un rialzo del costo dei trasporti che genererebbe un effetto domino che andrà a colpire soprattutto le classi più deboli all’ interno delle quali rientrano sia gli studenti che le studentesse”.

Nonostante il grande malcontento, per ora non c’ è stata alcuna forma di protesta diretta contro questi disagi. Molto probabilmente ciò che sta accadendo tra Russia e Ucraina porta molti studenti, anche quelli impegnati, a prestare la loro attenzione ad altri temi. Ma è certo che se le bollette continueranno a salire e se il carovita si manifesterà nelle forme violente con le quali si sta mostrando, non tarderanno ad arrivare le proteste e i tentativi conseguenti di trovare qualche soluzione.

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Intanto io e la mia coinquilina ci ritroviamo non solo con la busta aperta sulla pesante fattura, ma anche con le telefonate da fare ai nostri. Capiranno, come al solito. Lo capiranno anche perché fenomeni analoghi di carovita, di caro-bollette e di difficoltà si stanno manifestando in maniera generalizzata. Non ci resta che rimetterci a studiare. Finisce così il lamento di una studentessa fuori sede.

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