I calci di rigore eliminano le europee, avanti Paraguay e Marocco | Culture
Top

I calci di rigore eliminano le europee, avanti Paraguay e Marocco

Fuori Germania e Olanda, arrivate alla lotteria con le gambe tremanti. Passano le squadre più battagliere

I calci di rigore eliminano le europee, avanti Paraguay e Marocco
(foto di: gazzetta.it)
Preroll

redazione Modifica articolo

1 Luglio 2026 - 13.13


ATF

di Lapo Vinattieri

I calci di rigore sono, da sempre, un terno al lotto, e quanto accaduto nei sedicesimi di finale di questo Mondiale ne è la perfetta riprova. Sono momenti in cui le disparità tecnico-tattiche tra le squadre si livellano, dove non è detto che vinca il più forte, ma quello con i nervi più saldi.

La Germania arrivava a questa Coppa del Mondo forte di un più che discreto Europeo appena due anni fa, eliminata solo dalla Spagna poi campione. Anche il girone con Curacao, Costa d’Avorio e Ecuador, per quanto potesse presentare delle insidie, era stato superato in modo agevole, grazie anche alla sorpresa Deniz Undav, autore di 3 gol nelle prime 2 partite. Il sorteggio dei sedicesimi aveva regalato ai teutonici un incontro tranquillo contro il Paraguay, che aveva passato il suo girone come miglior terza. La (quasi) scontatezza dell’incontro si è rivelata come la vera difficoltà.

La Germania va sotto, poi la riprende. Domina, gioca bene ma non riesce a fronteggiare lo spirito battagliero dei sudamericani, abituati alle guerriglie in campo. Ai supplementari i tedeschi si vedono anche venir annullato un gol che parrebbe regolare, quasi come se lo spettro dei rigori fosse inevitabile. Il Paraguay è infallibile nei primi tre, la Germania no: agli uomini di Nagelsmann tremano le gambe, sbaglia subito Havertz. Deve pensarci Neuer, prima a salvare i suoi dopo l’errore di Woltemade al quarto rigore e poi a rimettere la situazione in parità. Risuona quasi profetica la storica frase di Gary Lineker: “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine vince sempre la Germania“, ma non stavolta. Tah sbaglia, Canale no: passa il Paraguay, la storia può venir cambiata.

Per la Germania è la prima lotteria di rigori persa nella storia dei Mondiali, ed è l’ennesima uscita prematura nelle ultime tre edizioni della Coppa del Mondo: l’ultima volta che i tedeschi hanno vinto una partita ad eliminazione diretta è stata nel 2014, quando vinsero la coppa.

Ma non è stata solo Germania-Paraguay ad andare ai rigori: anche la partita di cartello del weekend, Olanda-Marocco, si è decisa dagli 11 metri. Un match che dimostra la virata verso sud che sta prendendo il calcio mondiale: sono gli africani a fare la partita contro l’Olanda, che invece subisce le scorribande marocchine e viene salvata unicamente dal portiere Verbruggen. La resistenza oranje diventa offensiva al 72esimo, quando a trovare il gol è Cody Gakpo, indirizzando il passaggio del turno. Ma il calcio premia gli audaci, e al 90esimo il Marocco pareggia con Diop: supplementari e poi rigori.

Segna l’Olanda, sbaglia il Marocco, poi viceversa, con Rahimi che riesce a mandare la palla in rete nonostante l’intervento del solito Verbruggen che sembrava aver bloccato il pallone. Poi sale in cattedra Yassine Bounou, in arte Bono, portiere pararigori del Marocco che aveva dato dimostrazione delle sue capacità già nello scorso Mondiale: para il quarto rigore, e poco importa se nel frattempo Hakimi sbaglia il suo, perché il suo compagno para anche il quinto, lasciando che sia Saibari a segnare il quinto e ultimo rigore del lotto. Per gli olandesi si tratta di una vera e propria maledizione, sempre eliminati dal dischetto negli ultimi 3 Mondiali a cui hanno partecipato (2014, 2022 e 2026).

Cosa ci lascia in dote questo doppio turno di calci di rigore? Una statistica: come riporta Cronache di Spogliatoio, 8 degli ultimi 10 giocatori subentrati dopo il 115′ a Mondiali e Europei hanno sbagliato il proprio rigore nella serie successiva. Nel caso di queste due partite è toccato a Balbuena nel Paraguay e a Kluivert nell’Olanda. Al netto di numeri e maledizioni, la verità è che il dischetto rimane l’unico luogo davvero imparziale del calcio. Pochi minuti in cui il blasone si azzera e la storia si riscrive in un secondo perché, alla fine, la lotteria degli undici metri ha una sola regola scritta: premia solo chi ha il coraggio di andare a calciarli.

Native

Articoli correlati