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Le donne che sgusciano gamberetti per un dollaro l'ora: la storia ad Artissima

Alla fiera d'arte contemporanea più importante d'Italia, quella di Torino, l'artista francese Bertille Bak racconta una vicenda tipica della globalizzazione.

Le donne che sgusciano gamberetti per un dollaro l'ora: la storia ad Artissima

redazione Modifica articolo

3 Novembre 2017 - 15.23


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A Torino, l’Oval al Lingotto Fiere, da oggi venerdì a domenica 5 è aperta al pubblico Artissima 2017, la fiera delle gallerie d’arte contemporanea per qualità più importante d’Italia e con cui rivaleggia solo Arte Fiera di Bologna. Con settecento artisti rappresentati da 206 gallerie di 32 paesi, tra le sette sezioni la redazione di #ArtissimaLive. Fruit of the Forest dalla sezione Present Future sui sui talenti emergenti Federica Tattoli ha intervistato l’artista Bertille Bak (artista francese nata nel 1983, portata da The Gallery Apart e Galerie Xippas) spiega che nella fiera propone un film che vede in un fotogramma donne marocchine con una banda della bandiera olandese e costumi da sirena. Questo racconta una storia della globalizzazione e di chi ne fa le spese.

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In Marocco, spiega l’artista ad Artissima, molte donne tolgono per una ditta olandese il guscio ai gamberetti allevati in Olanda, spediti nel paese nordafricano e, una volta sgusciati, rimandati nei Paesi Bassi. È un lavoro ripetitivo e difficile, spiega l’artista, per il quale queste donne sono pagate meno di un euro l’ora. Su questo ha immaginato un racconto e ne ha tratto un film con una ventina delle lavoratrici (qui il link all’intervista, in inglese).

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Nel comunicato stampa, la direttrice Ilaria Bonacossa descrive alcuni punti salienti dell’edizione 2017: «Il 2017 segna una ricorrenza importante, non solo per Torino, ma per tutto il mondo dell’arte: 50 anni dalla prima mostra dell’Arte Povera (1967), la più rivoluzionaria, emozionante e poetica avanguardia artistica del dopoguerra che sancì. Artissima richiama negli spazi dell’Oval due esperienze sorprendenti, ma ancora poco conosciute, di quegli anni: il Piper Club di Torino (1966–69), e il Deposito dell’Arte Presente (1967–68). La storia della discoteca Piper, culla di una fervente subcultura, viene rievocata dal progetto “PIPER. Learning at the discotheque”, in cui un palinsesto di lezioni-conferenze si trasforma in scuola non convenzionale. La rivoluzionaria esperienza del Deposito, uno spazio industriale aperto per presentare fuori dagli spazi “borghesi” le opere della nascente Arte Povera, è invece ispirazione per il progetto “Deposito d’Arte Italiana Presente” in cui un magazzino si trasforma in spazio espositivo per presentare una selezione di opere create tra il 1994 e il 2017 da artisti italiani di diverse generazioni».

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Nel 2016 Artissima, arrivata alla ventiquattresima edizione e baciata da un riscontro di pubblico e critica sempre crescente, ha contato 50mila visitatori.

Qui il sito della Fiera, www.artissima.it

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