Al Quirinale la tragedia di una famiglia ebrea dal 1938 ad Auschwitz

Un percorso immersivo per un viaggio dalle leggi razziali del fascismo al lager. L'esposizione, a ingresso gratuito, inaugurata dal presidente Mattarella

Un effetto delle leggi razziali fasciste del 1938

Un effetto delle leggi razziali fasciste del 1938

redazione 22 ottobre 2018

Il rastrellamento nel Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, le trionfali marce al Foro Italico degli sportivi, Mussolini che arringa la folla, i documenti e i manifesti sulle leggi razziali, un viaggio nel viaggio-incubo di chi fu deportato perché ebreo. La Palazzina Gregoriana nel Palazzo del Quirinale ospita, meritatamente, fino al 27 gennaio la mostra "1938: L'umanità negata - Dalle leggi razziali italiane ad Auschwitz" inaugurata dal presidente della Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a 80 anni dall'infamia delle leggi razziali volute dal regime fascista e approvate dal re. Hanno organizzato la rassegna la presidenza della Repubblica con il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca - Miur, con la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus, in collaborazione con l'Istituto Luce, Enciclopedia Italiana (la Treccani) e Rai Cultura. All'apertura ha partecipato il ministro del Miur Marco Bussetti.
I curatori Paco Lanciano e Giovanni Grasso hanno allestito un percorso, ricorrendo anche a tecnologie immersive e multimediali e con documenti originali, per ricreare il tragitto di una di una famiglia ebrea dalla discriminazione razziale fino all'orrore di Auschwitz. Dai cartelli "Questo negozio è ariano" affisso con un gran sorriso da una donna alle prime pagine di giornali come il Corriere della Sera sulle "leggi a difesa della razza", la mostra fa ripensare al passato e ancor più al nostro oggi.
"1938: L'umanità negata" apre al pubblico da martedì 23 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, Giorno della Memoria, è chiusa il lunedì, il 25 e 26 dicembre, 1° e 6 gennaio. A ingresso gratuito, bisogna prenotarsi on line sul sito http://palazzo.quirinale.it, tramite Call Center, tel. 06 3996 7557, o all'Infopoint, salita di Montecavallo 15, Roma.


Il link alla mostra