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Emma Dante al Pompeii Theatrum Mundi con il suo “Pupo di zucchero”

Prime teatrali in rassegna al Teatro Grande Archeologico di Pompei fino al 25 luglio.

Emma Dante al Pompeii Theatrum Mundi con il suo “Pupo di zucchero”
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9 Luglio 2021 - 00.46


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Fino al 25 luglio 2021, al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei, si terrà la quarta edizione della rassegna Pompeii Theatrum Mundi promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale. Qui saranno rappresentate importanti prime teatrali con titoli inediti, adattamenti e riscritture di grande interesse, che si terranno all’aperto nel rispetto di tutte le normative previste. 

Emma Dante, drammaturga e regista acclamata in tutta Europa, presenzierà il festival con la prima assoluta, dall’8 al 10 luglio, “Pupo di zucchero. La festa dei morti”, suo nuovo spettacolo ispirato a “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile.  “L’idea di Pupo di zucchero – racconta Emma Dante – mi è venuta leggendo quella raccolta di favole bellissime di Basile, da cui avevo già tratto ‘’La scortecata’’. Alla base c’è una tradizione sentitissima da noi al Sud: quella di preparare del cibo per i defunti nel Giorno dei morti del 2 novembre. Una festa che ricordo da ragazzina, a casa mia. E che è importantissima per i bambini, che imparano a conoscere i nonni, gli zii, i famigliari che non sono più in vita. Perché il fatto che non ci siano più non vuol dire che non esistano”. 

Raramente autori riescono a raccontare la morte in questi termini, come fa Emma Dante. “La morte è sempre accanto a noi, non è un fatto straordinario”, riflette la regista, che a settembre aprirà anche la stagione del San Carlo di Napoli firmando la regia della ‘’Boheme’’. “E’ un anno che la morte ci accompagna ed è proprio una bella stronza, perché arriva quando nessuno l’ha invitata. Ma è un problema dei vivi, non dei morti. Io cerco di affrontarla, di invitarla al banchetto, a patto che poi se ne vada – sorride – Ma il tabù della morte non aiuta. Fa sentire immortali, quando non lo siamo affatto. Il teatro è una palestra anche per questo, per imparare a non scappare alle condizioni della vita”. 

Oltre ad Avignone, in questi giorni anche il Campania Teatro Festival le rende omaggio con “Bestiario Teatrale”, mostra a cura di Maria Savarese, che fino al 10 luglio al Refettorio di San Domenico Maggiore a Napoli ripercorre vent’anni del suo teatro. A questo proposito la regista afferma: “Ne sono onorata, ma io mi sento sempre in cammino, non credo di essere arrivata da nessuna parte. Quello che mi spiace, è quando si debba rimarcare regista ‘donna’. Mi dà molto fastidio essere sempre un ‘caso’. Come dire, che non me lo devo dimenticare che sono una femmina e che sono un’eccezione. Di un uomo regista non si specifica mai il sesso. E non è solo una questione italiana: a guardare premi e festival internazionali, candidati e premiati sono tutti uomini. Su questo importantissimo tasto il mondo è indietro, perché la donna viene da un lungo letargo. Si sta svegliando adesso, finora non le era consentito avere una sua voce. Come si cambiano le cose? Non lo so, non lo so davvero. Serviranno una-due generazioni”, afferma la regista, attrice applaudita in tutta Europa e presto anche a New York, dove a settembre accompagnerà “Le sorelle Macaluso”, il film che ha tratto dalla sua stessa pièce teatrale, già premiato con cinque Nastri d’argento. 

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