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Libertà, sororità, femminismo: il futuro delle donne

Esplorando il femminismo e la solidarietà tra donne: una visione per un futuro di libertà e trasformazione sociale.

Libertà, sororità, femminismo: il futuro delle donne
Donne e femminismo
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Tiziana Buccico Modifica articolo

21 Luglio 2023 - 13.54 Globalist.it


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a violenza sulle donne, lo stupro, i dubbi, la giustizia, racconti veri, difese inammissibili, scuse, retropensieri, accuse velate e giudizi avventati ed ipocriti. Sono giorni che voglio scrivere, sono giorni che rifletto, che cerco di trovare il buon senso e il giusto nelle opinioni delle persone ed invece spesso non percepisco quello che mi aspetterei. Mi aspetterei di sentire all’unisono il malessere di dover essere giudicate, di dover provare l’accaduto, di essere messe sotto una lente di ingrandimento impietosa. Pensavamo di aver fatto passi in avanti, di aver abbattuto tabù e modi di pensare da bar e da circolo per soli uomini ed invece siamo di nuovo tornati indietro. Sono una donna e sono soprattutto una madre, non provo la paura che provavo da giovane provo molto di più, rabbia, sgomento, una voglia spesso incontrollata di reagire a certe battute, a certi sguardi e agli atteggiamenti subdoli di chi considera ancora una donna come un’oggetto, una preda, una conquista. Ma so anche che oltre al bidello dei 10 secondi di palpata (che sia maledetto!), persona ignobile da bandire da tutti i luoghi di lavoro ed altri luoghi, da deportare in un’isola deserta. Oltre ai telecronisti sportivi dalla battuta oscena e irrispettosi esistono degli uomini e dei ragazzi meravigliosi, che non meritano le generalizzazioni e che sono anch’essi vittime di questa barbarie. In queste settimane alla ribalta compare l’avvocato/ Presidente del Senato che interroga e assolve, il padre del Dj orgoglioso di essere pieno di donne come il figlio, ma tacciono le madri, eppure questi ragazzi hanno delle madri, evidentemente “mute” ed evidentemente “omertose” , madri “ silenziate” dai padri o donne che non riescono a dire la propria verità qualunque essa sia, un silenzio davvero molto significativo. 

L’altra sera in Versilia, passeggiando ho notato una coppia di giovani, direi maggiorenni, che discuteva animatamente, lei visibilmente scossa, con le lacrime e impaurita, e lui impettito, con una bottiglia di birra in mano e un’aria minacciosa. Lei lo pregava di ascoltarla e lui si svincolava e la spingeva o le si parava davanti con fare da guerriero “di cartone”, ci siamo fermate in tante ad osservare vigili su ciò poteva accadere, tutte donne e ragazze pronte ad intervenire e pronte a difendere la ragazza. Li ho ritrovati in gruppo, sembrava che il litigio fosse rientrato, ma dopo mezz’ora ricompare la ragazza senza scarpe, con il trucco disfatto e lui il maschio Alpha che questiona con un ragazzo che era evidentemente intervenuto per vederci chiaro. Un alterco controllato tra i due ragazzi e lei provata e afflitta, poi è arrivata la Polizia e noi, vedette improvvisate, abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Ma come è possibile che ci sia ancora bisogno di usare le mani, di impaurire, di sottomettere e controllare? Sono tornata a casa un po’ provata ma anche colpita dalle tante persone che sono sicura sarebbero intervenute a difesa della giovane, ma anche sconvolta da come lei lo difendesse e lo inseguisse per chiedere perdono, ma perché vivere relazioni malate e amori tossici?

Il perché che ha trovato finalmente, la ragazza che la settimana scorsa è stata schiaffeggiata con violenza inaudita a Napoli, a Posillipo, e che è andata via con il suo aguzzino, che sembra abbia denunciato il suo aguzzino. Amori tossici, amori malati, traumi del passato, paura della solitudine, antiche credenze sull’obbedienza agli uomini, retaggi culturali e dinamiche tribali. E no, perdonatemi non ci sono giustifiche, nessuna attenuante, nessuna provocazione può essere causa di tali atti. Le donne possono dire “NO” in qualsiasi momento, in qualsiasi condizione, in qualsiasi situazione, le donne devono dire “NO” quando una cosa non la vogliono. 

Ma poi per ritrovare il sorriso e la speranza, di cui mi nutro quotidianamente, osservo ogni giorno la comitiva di mia figlia, sono come sempre più maschi che femmine, alcuni minorenni, altri freschi diciottenni, altri maggiorenni da qualche anno, sono una fantastica banda di ragazze e ragazzi, per lo più cresciuti insieme, generazioni di amici, vicini di ombrelloni, spesso lontani per mesi ma poi fratelli e sorelle d’estate. Loro sì, che mi fanno sperare, loro che si proteggono a vicenda. Entrano a La Bussola se entrano tutte le ragazze, loro che ti salutano la mattina e ti dicono che puoi stare tranquilla ci pensano loro, che si sdraiano tutti insieme ridendo come cuccioli che giocano. Loro, quella gioventù che riconosci dall’andatura sulla passarella del Bagno, li senti arrivare, con le loro risate, il pallone, le facce assonnate e l’asciugamano sulla spalla, sono loro che giocano per ore a pallavolo e che si impelagano in battaglie a Trivial Pursuit sulla spiaggia di sera. Sono loro che da piccoli portavano girasoli ai loro primi amori, sono loro che in bici sotto al balcone urlano “dai scendi…metti il vestito verde invece di quello verde”, sono loro che annullano la mia sofferenza dopo aver letto il giornale ed aver navigato sui notiziari web. Dobbiamo credere in loro, dobbiamo fidarci di loro e dobbiamo essere un esempio costante, sono loro che costruiranno il futuro, sono loro i futuri genitori, sono loro che devono imparare ad accettare i “NO”. E se qualcuno sarà più fragile, più indifeso, se qualcuno o qualcuna soffrirà per un “NO” saranno gli altri a fare squadra, a rendere le delusioni accettabili. Oltre alla gioventù da aiutare, cerchiamo di insegnargli il senso dell’amicizia, la solidarietà e il coraggio, la fiducia nell’altro e l’umanità. Non dobbiamo interrogarli e dichiarali innocenti, dobbiamo discutere, dobbiamo parlare ed imparare ad ascoltare, dobbiamo osservarli e intercettare le loro necessità, i loro malesseri, le difficoltà e la felicità, dobbiamo essere un nido da cui spiccare il volo forti e senza paure. Il mondo è bellissimo e l’amore di più soprattutto se fatto di milioni di “SI”.

In questa notte torrida chiudo con due gradi protagonisti della storia

“Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna”.

William Shakespeare

“Ogni donna merita un uomo che le rovini il rossetto, non il mascara”.

Marilyn Monroe

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