Dieta Mediterranea, risorsa preziosa per la salute

Il modello lanciato da Ancel Keys e inserito dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, va tutelato e diffuso per una consapevole scelta alimentare

Dieta mediterranea

Dieta mediterranea

Redazione 23 novembre 2021

di Giuseppe Rizza

 

La nostra agenda mediatica è letteralmente invasa da uomini e donne che si spacciano per presunti esperti di alimentazione sana e dispensano consigli nutrizionali per una corretta dieta quotidiana. Riuscire a filtrare i contenuti di quanto gira sul web e sui media è cosa assai ardua per molti: la scienza è una cosa seria e anche la divulgazione dovrebbe esserlo. D’altronde non è un caso se esiste un corso di laurea in Scienze della nutrizione che si pone l’obiettivo di formare figure professionali che possiedono conoscenze e competenze specifiche nell’ambito degli alimenti e dei nutrienti.

 

La mia è una critica aspra, perché l’alimentazione costituisce un aspetto molto delicato e centrale nella vita dell’individuo moderno. A essa sono legati disturbi pericolosi e abitudini sbagliate, che possono condurre persino alla morte. Oggi l’Italia è uno dei paesi d’Europa con il più alto tasso di obesità infantile. Quando ci renderemo conto che l’informazione, se di qualità, può salvare vite umane? Negli anni ‘50 del secolo scorso Ancel Keys, un nutrizionista americano, si accorse di quanto le popolazioni del bacino mediterraneo fossero meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli statunitensi. Da quest’osservazione nacque l’ipotesi che la dieta mediterranea fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva.

 

Addirittura nel 2010 è stata iscritta dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Ma quante azioni di sensibilizzazione sono state messe in campo negli ultimi undici anni? E quali progetti nelle scuole per istruire i più giovani? Dirò di più: quanti conoscono la meravigliosa terra [il Cilento ndr] che ha dato i natali a uno stile alimentare così sano?

Luciano Pignataro, nominato ambasciatore della dieta mediterranea nel mondo, nel suo ultimo libro Il metodo Cilento (testo in coautorialità con Giancarlo Vecchio) ne elenca i benefici, definendola «uno stile di vita che è un antidoto contro le malattie del benessere, la migliore dieta al mondo tra oltre trenta regimi alimentari». La sintesi perfetta per esprimere il paradigma offerto è «healthy, delicious and sustainable».

 

La dieta mediterranea è ben più di un semplice modello alimentare, ma un bagaglio di scienza, saperi tradizionali, competenze e di valori identitari generati da un territorio, il Cilento, che può essere considerato come un vero e proprio laboratorio di biodiversità di terra e di mare, capace di sprigionare una ricchezza naturale unica al mondo. Vorrei concludere questa mia breve riflessione citando Thomas Alva Edison, uno dei più grandi inventori della storia, secondo cui “Il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta, e alla causa e prevenzione della malattia”.