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Apre il primo Museo della batteria

A Fano una meta irrinunciabile per chi ama la musica

Apre il primo Museo della batteria

redazione

15 Dicembre 2021 - 15.28


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Fano (Pesaro Urbino) è diventata di recente una località importante per chiunque si dica amante della musica. Infatti, la città marchigiana ospita il Museo della batteria, unico in Italia: un’esposizione di 25 batterie con le quali hanno suonato complessi che hanno fatto la storia (dai Beatles ai Rolling Stones, dai Genesis ai Led Zeppelin).

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Tra le batterie in mostra, ci sono sia repliche esatte (modello, finitura e anno di produzione) di quelle usate dai celebri batteristi, sia originali: per esempio, è possibile ammirare la batteria “Ludwig” usata da Ian Paice (Deep Purple) fino al 1969, ma anche la “Premier” di Keith Moon degli Who, che l’ha voluta su misura con doppia cassa e attacchi Rogers più resistenti alle sue potenti percussioni.

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Il Museo della batteria nasce dalla visionarietà di due musicisti: il batterista Daniele Carboni e il cantautore Armando Dolci, pupillo di Lucio Dalla. «Cominciò tutto trent’anni fa, anche grazie all’avvento di e-Bay che mi permise di acquistare in giro per il mondo alcune rarità che sono qui esposte» spiega Carboni, il cui rapporto con lo strumento cominciò all’età di 14 anni. 

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Mancino come Ian Paice, Carboni racconta così l’arrivo della sua “Ludwig”: «Nel 2000 l’ho portato al Teatro della Fortuna di Fano dove si è esibito suonando la mia batteria, che si differenzia dalla sua solo per il suo autografo. Non so quanti aneddoti mi ha raccontato Paice sui più grandi batteristi dell’epopea del rock, dal fatto che Ringo Starr abbia iniziato con una Premier per poi passare a una Ludwig, che il compianto Charlie Watts dei Rolling Stones usasse una Gretsch o che John Bonham dei Led Zeppelin suonasse una Ludwig con misure extra-large».

Oltretutto, la tradizionale regola che vige nei musei del “guardare ma non toccare” a Fano vale fino a un certo punto: lo scopo principale che anima l’attività di Carboni e di Dolci è avvicinare le nuove generazioni alla ritmica del passato. Sono così stati allestiti spazi didattici per l’insegnamento di batteria e di basso e un palco per l’esibizione di giovani alle prime armi.

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Il Museo è aperto tutte le domeniche dalle 16 alle 20, oppure tutti i giorni su prenotazione (tel. 335.1927112 – [email protected]). Il costo dell’ingresso è di 5 euro con visita guidata.

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