"Più libri più liberi" contro diseguaglianze e discriminazioni

Dal 5 al 9 dicembre la Fiera della piccola e media editoria a Roma si concentra sui diritti dell'uomo negati e sulle emergenze sociali e ambientali. Tra gli ospiti Camilleri e Yehousha

Migranti

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redazione 3 dicembre 2018

Abbiamo perso il senso della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo? Abbiamo dimenticato il documento del 1948 redatto all'indomani della carneficina della Seconda Guerra Mondiale, all'indomani dell'Olocausto? "La sensazione è che si sia perduta completamente memoria del preambolo stesso della Dichiarazione" che contempla la pari dignità di «tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili» quale «fondamento della libertà, della giustizia e della pace». È quanto ha scritto sull'Espresso ora in edicola Evelina Santangelo, scrittrice, autrice del romanzo "Da un altro mondo" (Einaudi, pp. 248, € 19,50) a proposito del tema portante di "Più libri più liberi", la fiera dei piccoli e medi editori che si tiene alla "Nuvola" progettata da Massimiliano Fuksas al quartiere Eur di Roma da mercoledì 5 a domenica 9 dicembre. E dove il filone portante dell'edizione numero 17 è "Per un nuovo umanesimo". Perché, come ricorda ancora Evelina Santangelo nel suo articolo, registriamo "63 milioni di profughi nel mondo (2 milioni in più in un paio di anni)" e "un incremento delle morti nel Mediterraneo che provocherebbe sommosse e terrore se quelle stesse morti riguardassero nostri connazionali". Ma, aggiungiamo, poiché quei morti sono poveri, vengono dall'Asia o dall'Africa, allora oggi la maggioranza degli italiani non li vuole neppure immaginare e, se muoiono affogati o per le torture in Libia, affari loro e peggio per loro.
Le diseguaglianze, gli ospiti
Le diseguaglianze, le ingiustizie, le migrazioni, i diritti negati sono quindi tra i fili che tira la fiera popolata da un'editoria di qualità, spesso coraggiosa, spesso che deve barcamenarsi con i conti eppure spesso più accorta e quindi dai conti equilibrati nonostante le difficoltà. Gli stand superano quota 500, l'organizzazione è dell'Aie, l'Associazione italiana editori, la fiera è a cura e ideata da Silvia Barbagallo. Vi prendono parte scrittori e studiosi da tutto il mondo. Da Andrea Camilleri che domenica 9 alle 18 appoggia Salvatore Silvano Nigro nel presentare "La funesta docilità" a Abraham Yehousha con una lectio magistralis su letteratura e libertà mercoledì 5 alle 18.45 con Leonetta Bentivoglio; da Luciano Canfora al nordamericano Joe R. Lansdale che sarà alla Nuvola giovedì 6 alle 10.30 (ne ha scritto su questo sito Rock Reynolds); dal nordamericano Michael Dobbs che ha scritto la trilogia "House of Cards" all'autore di un'altra trilogia, il camerunense Patrice Nganang il quale ha sfornato tre romanzi sulla guerra: "Mount Pleasant" sul primo conflitto mondiale, "La stagione delle prugne" sul secondo, "Crabs Imprint" sulla guerra civile degli anni '60 nel suo Paese oggi martoriato da un conflitto zeppo di ferocia e orrori tra maggioranza francofona e minoranza anglofona. Nganang sarà alla fiera sabato 8 alle 15. Cui potremmo aggiungere sabato alle 18.30 Massimo Cacciari e Andrea Mazzucchi sulla Divina Commedia in un'edizione nuova e curata da Enrico Malato con Massimo Popolizio che legge estratti dal poema di Dante.
Gli spunti sono infiniti e vi rimandiamo al sito della Fiera della Piccola e media editoria. Che l'anno scorso ha contato la bellezza di 100mila ingressi. Più libri vuol dire, appunto, essere più liberi.


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