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"Lettere dal Donbas": una raccolta delle voci e delle storie dei soldati ucraini

I loro pensieri sono stati raccolti da Dario Fertilio e Olena Ponomareva, che li hanno poi trasposti sotto forma di testo teatrale. Disponibile dal 1 aprile, sono pagine che raccontano gli orrori della guerra, ma anche l'amore e il desiderio di libertà.

"Lettere dal Donbas": una raccolta delle voci e delle storie dei soldati ucraini
In foto, la copertina del libro

redazione

3 Aprile 2022 - 19.24


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“Lettere dal Donbass. Le voci e i volti della guerra in Ucraina” è una raccolta delle lettere e dei pensieri dei soldati ucraini impegnati sul fronte del Donbass, che sono stati riproposti dagli autori Dario Fertilio e Olena Ponomareva sotto forma di testo teatrale. Sono 72 pagine, in cui trovano voce e spazio i messaggi che i soldati scrivevano e pubblicavano su Internet: sono testimonianze degli orrori della guerra, dove si parla di trincee, di carri armati, di corpi dilaniati e città distrutte, ma sono anche dichiarazione d’amore e di speranza, dove si auspica che un giorno, non molto lontano, si possa di nuovo respirare la libertà.

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Disponibile dal 1 aprile in tutte le librerie, il libro è edito per Mauro Pagliai Editore all’interno della collana “Verità scomode” ed è proposto al pubblico al costo di 9 euro.

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Il lavoro di Fertilio, giornalista e scrittore da sempre impegnato nella denuncia dell’autoritarismo, e della Ponomareva, docente all’Università “La Sapienza” di Roma, originaria di Kiev, nasce dal fatto di voler documentare le reali condizioni del vissuto dei soldati ucraini, che sono coinvolti da otto anni in una guerra, che negli ultimi tempi, a partire dal 24 febbraio, si è ulteriormente inasprita, avendo un’escalation su larga scala e conoscendo un punto di non ritorno.

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Il dramma reale del Donbass e in prospettiva dell’intera Ucraina, è stato trasposto in forma teatrale perché questo genere letterario ci è parso il più adatto a coglierne le motivazioni profonde. È come se gli avvenimenti che vengono raccontati fossero il naturale prolungamento di quelli contemplati, ora dopo ora, in televisione e su Internet. Talmente coinvolgenti da poterli toccare quasi con mano, e dunque pronti per essere rappresentati direttamente sulla scena“, spiegano gli autori.

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