“Per i morti della Resistenza” di Ungaretti per festeggiare la Repubblica

Nel giorno del referendum che mise le basi della democrazia ricordiamo i versi sui partigiani del poeta morto 50 anni fa

Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti

redazione 2 giugno 2020
Cinquant’anni e un giorno fa, il primo giugno del 1970, moriva Giuseppe Ungaretti: è il poeta di versi scolpiti nella memoria collettiva come “mi illumino / d’immenso” o, ricavata dalla tragica esperienza di soldato della Prima guerra mondiale, della lirica “si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie”.

Era nato nel 1888 ad Alessandria d’Egitto. Apprezzatissimo commentatore televisivo dell’Odissea, Ungaretti rinnovò alla radice il linguaggio poetico spogliandolo di ogni retorica. Nel giorno che ricorda il Referendum del 2 giugno 1946 in cui la popolazione italiana scelse, democraticamente, la repubblica al posto della monarchia sulle ceneri del secondo conflitto mondiale e sulle macerie causate dal fascismo, citiamo una poesia del poeta che fu senatore a vita: “Per i morti della Resistenza”, dedicata ai partigiani.

Qui
Vivono per sempre
Gli occhi che furono chiusi alla luce
Perché tutti
Li avessero aperti
Per sempre
Alla luce

La poesia è tratta da Vita d’un uomo. Tutte le poesie, Oscar Mondadori, edizione 2001 a p 321, 16,00 €, a cura di Leone Piccioni. Ungaretti pubblicò “Per i morti della Resistenza” nella raccolta Nuove 1968-1970.