Morto Vincino, il disegnatore dissacrante che non risparmiava nessuno

Con pochi tratti il vignettista ridicolizzava vicende e carriere politiche. Ha collaborato con moltissime testate. Aveva 72 anni

Un disegno di Vincino

Un disegno di Vincino

redazione 21 agosto 2018

Se scriviamo Vincenzo Gallo penserete a qualcun altro, se scriviamo che Vincino è morto capirete tutti che il disegnatore non fa più satira. Disegnatore e giornalista, si è spento a Roma. Era nato a Palermo nel 1946 e ha raffigurato, con sarcasmo e ironia, i politici di più generazioni e di ogni schieramento. Più potenti erano, più li prendeva a bersaglio: da Berlusconi a Fini, da Craxi e Andreotti ai comunisti, fino a Grillo, Salvini e Renzi, pochi scampavano al suo tratto scarno e alla sua satira. Con pochi essenziali tratti, raccontava vicende politiche e umane cogliendo il lato ridicolo della storia.
Vincino è stato tra i fondatori del “Male”, spregiudicata e insuperata rivista di satira e altro che ha diretto per quattro anni, e ha rifondato nel 2011 insieme a Vauro per un’avventura editoriale durata due anni.
Con una laurea in architettura Vincino ha commentato la politica e i politici senza fermarsi davanti a niente. Ha disegnato per Lotta Continua dal 1972 al 1978. Ha collaborato, tra altre testate, al mitico supplemento di satira dell’Unità “Cuore” diretto da Michele Serra e al suo successore “Tango” condotto da Sergio Staino, ha disegnato per il Corriere della Sera, per l’Espresso, per il Foglio fin dalla sua fondazione, per il Sabato, per Radio Radicale.