Evangelisti in tv, predicatori di ricchezza e di politica

Anticomunisti, spesso antisemiti, esaltano il denaro e il benessere materiale. Chi sono i “televangelisti” come Billy Graham, appena scomparso

Spot di televangelisti

Spot di televangelisti

redazione 22 febbraio 2018

Enzo Verrengia



«Hai una voce che attira. Può essere utile a Dio. Lui sa come impiegarla al meglio.» Lo disse Bob Jones, autorevole esponente della gerarchia battista, al giovane Billy Graham, che ne avrebbe tenuto conto per divenire il più importante predicatore americano, trasformando la televisione nel canale divino per parlare agli uomini. Con lui, questa figura a metà fra la teologia e la sociologia delle comunicazioni di massa acquisisce una centralità definitiva nell’orientamento della maggiore potenza mondiale. Se n’è andato quasi centenario. Bush figlio non fece mistero di tenere in gran conto l’opinione dei pastori protestanti. Sul numero di Time del 9 marzo 1998 venne coniato il neologismo televangelism, che definisce il connubio tra fondamentalismo battista e ricorso al video per accentuare la forza del carisma religioso.


 


Morto a 99 anni Billy Graham, il predicatore evangelico amico dei presidenti americani



Il fenomeno parte dalla radio. Negli anni della Grande Depressione, i discorsi dal caminetto del presidente Roosevelt si alternano alle prediche di pastori come Charles Coughlin, anticomunista e antisemita, binomio quasi d’obbligo del televangelism. Il primo a passare dall’audio al video è comunque un cattolico, il vescovo Fulton Sheen.
I predicatori dell’etere si esprimono con teatralità, eccesso e parrucchini. Interpretano disinvolti le Sacre Scritture alla lettera, senza simbolismi. La promessa della vita eterna sfocia nell’esaltazione della ricchezza e del benessere materiale. Il fisco americano, intransigente, trova spesso lacunose le dichiarazioni dei redditi dei telepredicatori. Fra gli episodi accertati di frode tributaria, quello di Jim Bakker e del suo ministro Jimmy Swaggart, che negli anni ’80 furono arrestati per malversazione. Oral Roberts, nel 1987, chiese ai suoi teleaccoliti di donargli 8 milioni di dollari, altrimenti Dio li avrebbe chiamati a Sé. Raccolse 9 milioni e centomila dollari. Numerose le profezie dei telepredicatori che non trovano riscontri. Benny Hinn predisse che Castro sarebbe morto negli anni ’90. Pat Robertson datava al 2006 la fine della guerra in Iraq.