Roman Polanski: The Palace, il nuovo film co-prodotto da Rai Cinema

Il regista franco-polacco dal passato controverso torna alla regia, ma per ora tace sui dettagli del nuovo progetto

Roman Polanski

Roman Polanski

Redazione 30 aprile 2021

Sarà 'The Palace' il titolo del nuovo film di Roman Polanski, un dramma ambientato in un lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, in cui le vite dei vari ospiti s’intrecceranno nella notte di Capodanno del 1999. Le riprese cominceranno in autunno e a fianco di Polanski lavorerà alla sceneggiatura anche Jerzy Skolimowski, come era già accaduto per 'Il coltello nell'acqua', il film d’esordio del regista franco-polacco, candidato all’Oscar. Al momento questo è tutto ciò che sappiamo sul progetto, annunciato giovedì durante la conferenza stampa di 'A riveder le stelle. Le nuove produzioni di Rai Cinema'.

A dare la notizia è stato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, che ha risposto con cautela alle domande dei giornalisti a proposito del nuovo progetto cinematografico, dichiarando di non avere il permesso di rivelare ulteriori dettagli di Polanski, che come tutti i grandi registi è molto protettivo nei confronti del suo lavoro.

La pellicola, co-prodotta appunto da Rai Cinema e dalla Eliseo Entertainment dell’attore italiano Luca Barbareschi, vedrà il ritorno alla regia di Polanski dopo la sua esclusione dall’ Academy of Motion Picture Arts and Sciences (Accademia degli Oscar) nel 2018, voluta dal Consiglio superiore per la sua ‘condotta non in linea con l’organizzazione’: un’esplicita condanna alle numerose accuse di violenza sessuale che sono state mosse contro il regista nel corso degli anni (accuse che ha rigettato e per le quali non è stato denunciato), tra cui quella di stupro ai danni di una 13enne alla fine degli anni 70, del quale lo stesso Polanski si è dichiarato (in parte) colpevole.

Riconoscendo il controverso passato dell'artista, riportato all’attenzione del mondo dell’intrattenimento grazie al movimento MeToo, Del Brocco ha anche riferito ai media che la Rai si stava concentrando maggiormente sul "lato artistico" del progetto, così come sulla "qualità delle storie, non sulla storia personale".