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Addio a Enrico Vaime, maestro di radio e tv. Fazio: "Aveva sempre una battuta illuminante"

E' stato uno dei più poliedrici e instancabili padri dell'intrattenimento italiano. I suoi varietà musicali, scritti spesso insieme a Italo Terzoli, hanno segnato la storia di radio, televisione e teatro

Addio a Enrico Vaime, maestro di radio e tv. Fazio: "Aveva sempre una battuta illuminante"

redazione

29 Marzo 2021 - 16.21


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di Marcello Cecconi

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Si è spento ieri, al Policlinico Gemelli di Roma, Enrico Vaime. Era nato a Perugia 85 anni fa e resterà uno dei padri dell’intrattenimento italiano e rappresentante di quella cultura popolare che Umberto Eco vedeva in continuità e non in sottomissione alla cosiddetta cultura alta.

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Autore televisivo, teatrale, radiofonico ma anche sceneggiatore, presentatore e scrittore; una figura poliedrica e instancabile che ha animato il boom dell’intrattenimento e del varietà della seconda metà del Novecento con il suo dissacrante senso dell’umorismo. I suoi punti di riferimento autori e scrittori come Cesare Zavattini, Ennio Flaiano, Marcello Marchesi e Luciano Bianciardi.

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Da quando nel 1960 arrivò in Rai, appena laureato in giurisprudenza, ha firmato per la tv decine e decine di programmi fra i quali varietà Rai come Quelli della domenica e Canzonissima, entrambi del 1968, che resteranno fra i più visti, amati e interiorizzati come forme di spettacolo base in tv per alcuni decenni a venire, poi uccisi dai reality e dai talkshow. Con lui lavoravano Marcello Marchesi e Italo Terzoli e, con quest’ultimo, nascerà un connubio, la cosiddetta “ditta” Terzoli & Vaime, che firmerà una serie infinita di programmi.

Siamo in pieno boom anni Sessanta della tv pubblica e Vaime non scriverà solo battute per Paolo Villaggio, Walter Chari e Paolo Panelli, ma partorirà annualmente un paio di commedie musicali teatrali che faranno la fortuna della ditta Terzoli & Vaime fino agli anni Ottanta inoltrati. Felicibumtà, Anche i bancari hanno un’anima e La vita comincia ogni mattina per Gino Bramieri, mentre per Enrico Montesano Bravo, Beati voi e Malgrado tutto beati voi.

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Nel 1984-85 Vaime e Terzoli scriveranno testi di un varietà del sabato sera per Canale 5 che sta sgomitando sempre più con la Rai: Risatissima con una serie di nuovi comici come Ric e Gian, Lino Banfi, Gigi e Andrea, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Massimo Boldi. Tornerà a scrivere per la Rai, ancora con Terzoli, Fantastico ’88, uno degli ultimi varietà televisivi con grande ascolto con Enrico Montesano e Anna Oxa e, stavolta insieme a Maurizio Costanzo, Memorie dal bianco e nero e la sua ultima esperienza in tv, S’è fatta notte, dal 2012 al 2016. Negli anni 2000 ha condotto su La7 Anni Luce e il sabato e la domenica era il conduttore del dibattito di Omnibus Weekend, il magazine di Omnibus, dove invece Vaime, dal lunedì al venerdì, conduceva una rubrica di costume.

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Vaime racconta Flaiano

Non si possono dimenticare i suoi libri e, fra quelli più conosciuti, Amare significa, Tutti possono arricchire tranne i poveri, Le braghe del padrone, Perdere la testa, Non contate su di me, Black Out, Quando la rucola non c’era, I cretini non sono quelli di una volta e Anche a costo di mentire, Gente per bene – Quasi un’autobiografia.
Ma una delle sue smisurate passioni era la radio dove ha collaborato a centinaia di programmi. Insieme all’inseparabile Terzoli scrisse le ultime due edizioni di Gran Varietà, storico programma della mattina della domenica sul secondo programma della Rai per poi passare immediatamente a condurre Black Out (1979), il sabato e la domenica mattina, insieme a un giovanissimo Fabio Fazio, a Simona Marchini e Pierfrancesco Poggi.

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Proprio Fabio Fazio, che aveva fatto parte della sua squadra radiofonica, ha accolto con commozione la notizia della morte di Vaime durante la diretta domenicale di Che tempo che fa: “Enrico Vaime è stato uno dei più grandi autori di varietà, dal gusto straordinario. Abbiamo trascorso insieme giornate, anni in cui ci siamo voluti tantissimo bene. Per me è complicato dire quello che vorrei dire. È una gigantesca perdita, personalmente, per la sua famiglia, per i suoi amici, per lo spettacolo. Ci lascia una lezione di gusto, di eleganza assoluta, da lui si imparava quello che si può o che non si può dire, aveva sempre una battuta illuminante”, ha aggiunto Fazio.

Da Canzonissima 1968, il Buon Natale di Mina a Paolo Panelli e Walter Chiari

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