È di questa mattina la notizia che, come la stessa società scrive dal proprio profilo X, la Russia “ha tentato il blocco totale” dell’app di messaggistica (già in gran parte messa fuori uso da gennaio) per incentivare gli utenti verso il servizio concorrente controllato dallo stato e chiamato ‘Max’.
Sul profilo X della società si legge: “Oggi il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà statale” e ancora “Cercare di isolare oltre 100 milioni di utenti da comunicazioni private e sicure è un passo indietro e non può che portare a una minore sicurezza per i cittadini russi. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi”.
Dopo il divieto di effettuare chiamate sia da Whatsapp che da Telegram nella scorsa estate, la prima ‘vittima’ effettiva della politica di regolamentazione russa è stata Telegram – fondata dal russo con cittadinanza francese Pavel Durov – che, sempre in questa settimana, ha subito una forte restrizione con l’accusa di “violazione della legge”, nello specifico viene accusata di non prevenire abbastanza l’uso della piattaforma a scopi terroristici.
Il blocco di queste app avviene mentre le autorità incentivano l’utilizzo di Max, un’equivalente ideato da Mosca ma molto meno utilizzato dalla popolazione.
Questa viene presentata come una super-app lanciata da VK che garantisce accesso sia a servizi governativi sia agli store on line. Si potrebbe paragonare alla cinese WeChat poiché hanno in comune la volontà di espandersi a livello globale e utilizzare funzioni da social network, verifica dell’identità tramite ID ed utilizzo della firma elettronica per effettuare pagamenti.
Il portavoce del governo russo Dmitry Peskov ha confermato il blocco e ha dichiarato: “Una decisione del genere è stata effettivamente presa e attuata” a causa della “riluttanza di WhatsApp a rispettare le norme e la legge russa”.
La società si esprime su X affermando che il blocco “non può che portare a una minore sicurezza per i cittadini russi” e di un “tentativo del governo russo di indirizzare le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà statale” che significa “cercare di isolare oltre 100 milioni di utenti da comunicazioni private e sicure è un passo indietro e non può che portare a una minore sicurezza per i cittadini russi. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi”.