Benedetta Tobagi: chi insabbiò e chi cercò la verità su piazza Fontana

La giornalista scrittrice ha scritto un approfondito volume-inchiesta sul processo durato 35 anni sulla strage neofascista

La banca dell’agricoltura in piazza Fontana a Milano dopo la bomba

La banca dell’agricoltura in piazza Fontana a Milano dopo la bomba

redazione 11 giugno 2019
Un libro inchiesta sul processo sulla strage neofascista che ha marchiato la Storia italiana e che le ha impresso un corso diverso da quello possibile: la strage provocata dalla bomba piazzata nella Banca dell’agricoltura a Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969. Il bilancio: 17 le vittime, una novantina i feriti. Ha scritto il libro una giornalista e scrittrice che allora non era nata, Benedetta Tobagi (è del 1977) ma sulla sua pelle sa cos’è il terrorismo, anche in quel caso il terrorismo rosso, perché suo padre, il giornalista e scrittore Walter Tobagi, fu ucciso meò 1980 dalle Brigate XXVII marzo.

Il volume, Piazza Fontana. Il processo impossibile (Einaudi, pp. 425, € 20) è frutto di uno scavo paziente, minuzioso e difficile in materiali d’archivio. Benedetta Tobagi, a Simonetta Fiori sulla Repubblica di venerdì 7 giugno, ha detto che lo Stato esce dalla sua indagine sia con colori cupi e malissimo sia, però, anche con colori luminosi: «La cancrena coinvolse molte più articolazioni di quanto non voglia una vulgata rassicurante che si limita ai servizi segreti deviati. In scena vediamo muoversi ufficiali, funzionari e rappresentanti dello Stato mossi non solo da un tenace anticomunismo e dalla fedeltà al Patto Atlantico, ma invischiati in giochi di potere e in reticoli criminali».

Ciononostante, avverte la scrittrice e giornalista, lo Stato non è solo quello, non è un Moloch compatto: «Lo Stato è un organismo complesso e policentrico, per il quale mi sembra sommaria e superata la formula della “strage di Stato” alla quale si ricorre ancora oggi (… ) In realtà sono Stato anche i magistrati e i poliziotti che con grande coraggio e guizzi di intelligenza hanno consentito l’accertamento della verità. E a me interessava mettere in luce questo aspetto: gli sforzi di tante figure spesso dimenticate».
Allo stesso tempo Benedetta Tobagi ricorda come Giulio Andreotti appose il “segreto di Stato” «sul rapporto tra servizi e destra eversiva». E sul terrorismo di sinistra? La strage di piazza Fontana lo ha reso «più lungo e più violento, procurandogli maggiori aree di consenso».

Sui responsabili di quella strage di quel 1969 e un processo lungo 36 anni, tra mille rivoli e spedito in prima battuta a Catanzaro perché si insabbiasse, chi mise concretamente la bomba nella banca ancora non si sa. Vale citare wikipedia: «Nel giugno 2005 la Corte di Cassazione ha stabilito che la strage fu opera di “un gruppo eversivo costituito a Padova nell'alveo di Ordine nuovo” e “capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura”, non più perseguibili in quanto precedentemente assolti con giudizio definitivo dalla Corte d'assise d'appello di Bari. Gli esecutori materiali sono ignoti».

Per Einaudi Benedetta Tobagi ha pubblicato Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre (2009 e 2011), Una stella incoronata di buio. Storia di una strage impunita (2013 e 2019).