Pandemie: Quammen e la patologa ci ricordano perché la ricerca scientifica non è un optional

Il “festivaletteratura” di Mantova si tiene dal vivo e via web. Le finestre sulla scienza con l’autore di “Spillover” in streaming, Antonella Viola e altri ricercatori nel tempo del Covid

David Quammen in collegamento con “Che tempo che fa” di Fazio su Rai2 il 15 marzo scorso

David Quammen in collegamento con “Che tempo che fa” di Fazio su Rai2 il 15 marzo scorso

redazione 8 settembre 2020
Pandemia o no, Mantova supera le avversità organizzative e non rinuncia al suo Festival della letteratura che, con la sua nascita e l’inaspettata risposta entusiasta del pubblico, ha dato il via alla moda dei festival culturali nella penisola e ne rimane il faro, il caso fondante. La pandemia da Coronavirus però c’è per cui la manifestazione in calendario da mercoledì 9 a domenica 13 settembre ha ricalibrato gli appuntamenti: ha ridotto gli incontri dal vivo e ha virato molti in streaming, ha creato una radio web e sotto vi diamo il link per risalire a ogni incontro sia fisico in città che online con l’avvertenza che occorre prenotare e che i programmi possono mutare.

Con scrittori che vanno da David Grossman alla poetessa e teatrante Mariangela Gualtieri, da Claudio Magris a Sandro Veronesi, da Michela Murgia a Marco Malvaldi, le organizzatrici Carla Bernini e Marzia Corraini aprono finestre sulla ricerca scientifica e sulla percezione della scienza che ci sembra opportuno segnalare nei giorni in cui i negazionisti del virus occupano piazze in Italia e all’estero. Una novità dell’edizione numero 24 del Festivaletteratura si intitola “Profezie” (clicca qui per il calendario con cinque appuntamenti). «Occorre peraltro sfuggire urgentemente alla pessima abitudine del chiacchiericcio e dell’opinionismo di massa che disprezza la riflessione ponderata e convalidata dalla realtà. – scrive sul proprio sito il festival -. Non è vero che tutti hanno ragione, non è vero che tutti possono parlare a vanvera senza conseguenze per la propria mente e le menti altrui. Hannah Arendt aveva visto lontano quando profetizzò i danni che avrebbe portato all’umanità la perdita del senso dell’autorità, cioè dell’agire disinteressato e del pensare per amore del mondo. Al Festival l’abbiamo ascoltata e abbiamo capito che c’è bisogno di donne e uomini lungimiranti che desiderino orientare i nostri prossimi pensieri e le nostre prossime azioni».
Tra gli incontri segnaliamo Antonella Viola (domenica 13 settembre alle 16.45 a Palazzo Ducale – piazza Santa Barbara): «docente di Patologia generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Padova e direttrice scientifica dell'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, chiuderà la rassegna delle Profezie enunciando il valore della ricerca scientifica. per l'oggi e il domani. Per Viola confidare nella ricerca significa confidare in un futuro migliore, immaginarlo e adoperarsi per costruirlo. La ricerca è fiducia, rispetto, pazienza e visione: essa si nutre di questi elementi e non può crescere in un mondo che ne è privo». Ecco, in un periodo in cui la ricerca scientifica viene o esaltata pensarvi, averne consapevolezza, attendere un percorso complesso e pretendere una unica verità rivelata e indiscutibile (desiderio che attiene più alla sfera religiosa) ascoltare la scienziata potrà essere d’aiuto e fonte di maggior consapevolezza (clicca qui per le informazioni sull’incontro).

Sempre in questo filone segnaliamo l’intervista in streaming, domani mercoledì 9 alle 21.30, di David Quammen a Telmo Pievani dal titolo “Miliardi di ospiti potenziali). Il giornalista scientifico e scrittore Quammen è l’autore dell’avvincente saggio Spillover (clicca qui per la recensione di Marco Buttafuoco) sui virus e le epidemie che si possono trasformare in pandemie nel nostro globo dove distruggiamo o invadiamo habitat naturali e dove siamo diventati sette miliardi e mezzo, veicoli perfetti per la riproduzione dei virus. Il divulgatore scientifico nordamericano, che peraltro scrive con un linguaggio chiaro in grado di catturare il lettore come nei migliori romanzi, nel suo libro del 2012 aveva preconizzato un virus come il Covid sarebbe emerso da un “wet market” nel sud della Cina, passando probabilmente da una specifica specie di pipistrello all’uomo che in quei mercati li macella per venderli come cibo.
Quammen aveva anche ipotizzato che si sarebbe diffuso globalmente in tempi rapidi e quanto, tempo fa, quando la “Lettura” gli chiese come aveva fatto ad azzeccare tutte le previsioni la sua risposta fu illuminante: semplice, aveva risposto, ha seguito gli scienziati nelle loro ricerche negli anni e li ha ascoltati. A Telmo Pievani (autore di Homo sapiens e altre catastrofi), l’autore e divulgatore che ha scritto anche Perché non eravamo pronti e L’albero intricato e scrive per il National Geographic ricorderà, come riporta il festival sul web, «che il modo in cui viviamo su questo pianeta ha delle conseguenze e alcune prendono la forma di una pandemia da coronavirus. Non è una cosa che ci è capitata. È il risultato delle scelte che prendiamo. Tutti ne siamo responsabili» (clicca qui per le informazioni sull’intervista).

Per il festivaletteratura di Mantova clicca qui