Tomás Maldonado, il designer e filosofo "trasversale"

Un intellettuale nel senso pieno della parola, compagno di Inge Feltrinelli, è stato anche pittore. Argentino, viveva in Italia da tempo. Aveva 96 anni

Tomás Maldonado

Tomás Maldonado

redazione 27 novembre 2018

La morte di Bernardo Bertolucci ieri ha offuscato la notizia di un'altra scomparsa per la cultura: è morto Tomás Maldonado, intellettuale ad ampio raggio nel vero senso del termine, uomo del '900 attento alle pieghe della modernità e alle nuove tecnologie, designer, filosofo, pensatore. Aveva 96 anni: era nato a Buenos Aires nel 1922, in Argentina fu tra i fondatori del movimento pittorico dell'Arte concreta, ha contribuito su molti fronti alla cultura italiana, viveva a Milano.
La comunicazione visiva, l'informazione, la semiotica furono discipline che promosse a livello di studio universitario quando non erano così considerate. Pierluigi Panza sul Corriere della Sera ha ricordato nel suo articolo che "la sua figura così imponente, l’accento latino e l’aurea intellettuale lo rendevano uno dei docenti più autorevoli, se non temuti, quando entrava in aula". A Milano insegnava Disegno industriale ad Architettura, cattedra che fu istituita nel 1994 appositamente per lui, perché apriva un fronte di conoscenza prima negletto. nel 1994. Aveva insegnato in precedenza alla Hochschule für Gestaltung di Ulm, a Bologna (’76-’84), a Princeton. Ha diretto la rivista "Casabella" dal 1979 al 1983.
Come appunta il cronista, tra i principi base e più innovatori di Maldonado v'era il considerare "il mestiere del progettista" un mestiere "intellettuale-tecnico", in grado anche di esprimere un grado di critica e intervento sociale. Ha curato progetti di design per Olivetti, la Upim, la Rinascente.
Filosoficamente parlando, viene accostato al pensiero di Jürgen Habermas. Umanamente, divenne compagno di Inge Feltrinelli dopo la morte di Giangiacomo Feltrinelli. Politicamente, si considerava di sinistra. Tra i suoi libri si possono citare "Critica della ragione informatica", "Il futuro della modernità", "Disegno industriale: un riesame", tutti editi da Feltrinelli. All'intervistatore di artisti, scrittori, intellettuali
Hans Ulrich Obrist dichiarò come filo conduttore della sua ricerca "la trasversalità” tra campi del fare e del sapere.