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LaRepubblica, sì ai giovani ma anche molto spazio al tema della sicurezza

La testata è divisa tra l'ascolto delle rivendicazioni giovanili e l'allarme sull'islam politico. L'analisi delle edizioni del 26 e 27 ottobre sulle manifestazioni in Italia.

LaRepubblica, sì ai giovani ma anche molto spazio al tema della sicurezza
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3 Novembre 2026 - 15.05


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di Giada Zona

Abbiamo visto come negli ultimi giorni i media tradizionali si siano appropriati delle manifestazioni. Abbiamo così esaminato l’edizione cartacea di LaRepubblica del 27 ottobre e quella online del 26 ottobre. Un giornale progressista, come LaRepubblica, oscilla tra il sostegno ai giovani scesi in piazza e la riproduzione di narrazioni securitarie.

Il quadro è molto vario. Il 26 ottobre Margherita Abis dà spazio all’occupazione degli studenti presso l’istituto Caterina da Siena a Milano. Poi, LaRepubblica titola “Quel movimento incendiario che si è bruciato in soli sette giorni”, discutendo del Movimento del 17 ottobre fondato da Youssef Siher, a cui attribuisce la responsabilità di aver “tenuto in scacco il Paese e costretto il governo a intervenire”. Sullo stesso tema scrive anche Luigi Manconi che si dichiara contrario alle stigmatizzazioni subite da Youssef Siher, ma definendolo prima come “affetto da narcisismo e da estremismo islamista”. Seguono nella stessa edizione due articoli dedicati all’incarcerazione di Youssef Siher. 

Nell’edizione online del 26 ottobre un articolo è poi interamente dedicato ai simboli usati dai giovani nelle piazze, dalle bandiere alle canzoni, rappresentando un genuino tentativo di dedicare spazio alle rivendicazioni giovanili, seguito infatti da un articolo di Ilaria Carra e Tiziana De Giorgio che fa un resoconto della manifestazione a Milano del sabato precedente. Si contano altri due commenti sui giovani, dal titolo “Ascoltiamo i giovani preoccupati del loro futuro” di Giuseppe Lavenia e “Il dolore sociale dei giovani” di Concita De Gregorio. Allo stesso tempo, LaRepubblica dedica un articolo all’inchiesta svolta da Andrea Borello sull’auto bianca che sfrecciava in Piazza Castello in mezzo a migliaia di manifestanti, rivelatosi della Digos. Borello viene qui accusato di populismo e di diffondere propaganda, “per sfociare brutalmente in una delegittimazione di ogni istituzione, dalle forze dell’ordine alla stampa”. Insomma, la testata si dichiara a sostegno dei giovani, poi li attacca.

L’edizione cartacea del 27 ottobre esprime un posizionamento difficile da individuare. Molti gli articoli dedicati alla situazione politica ed economica attuale dell’Italia: i problemi per la legge di bilancio e le proposte economiche della destra, tra pensione, cedolare secca per le attività commerciali e meno tasse per i giovani appena assunti. Un articolo è poi interamente dedicato all’importanza della sanità in Italia, riportando le parole del Presidente della Repubblica, e un altro è dedicato alle armi da inviare all’Ucraina. Dedicare spazio a questi temi è fondamentale, poiché sono le principali preoccupazioni che hanno spinto migliaia di giovani nelle piazze.

Prosegue su LaRepubblica un articolo pubblicato da Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo su Youssef Siher che descrive la condizione del ricercatore appena entrato nel carcere di San Vittore, dove gran parte del testo riporta le dichiarazioni di chi ha condotto le indagini. Segue poi l’intervista della giornalista Giovanna Vitale a Carolina Di Giacomo, una ragazza che è stata fermata e portata in commissariato appena uscita dalla metro insieme ai suoi amici. Il titolo, “Io, bloccata per ore dalla polizia ho scoperto il reato della felpa nera”, riporta direttamente le parole della ragazza e sembra quindi annunciare un intento genuino, ovvero quello di dare voce a chi ha subito una discriminazione. Eppure la giornalista chiede subito se la giovane indossasse “qualche oggetto sospetto”. Con questa domanda, si lascia intendere che un oggetto insolito avrebbe potuto giustificare il comportamento delle autorità.

L’ultimo articolo pubblicato nell’edizione cartacea del 27 ottobre titola: “L’islam politico e la rabbia dei giovani come un grimaldello”,  a cui seguono foto di militari davanti al Duomo di Milano, le dichiarazioni del sindaco della città a pieno sostegno della loro presenza, e i cartelli mostrati dal centrodestra durante un consiglio comunale a Milano con la scritta “Chi danneggia Milano paga”. Segue poi la foto della piazza Duomo di Milano “tornata alla normalità”. Le foto selezionate spostano il discorso sulla sicurezza, con il rischio di allarmare il pubblico e di adottare le narrazioni dominanti.

Ne esce un corpus piuttosto stratificato. Stupisce nell’edizione cartacea la selezione di foto di militari, mentre in quella online prevalgono scatti dalle manifestazioni. Anche La Repubblica, pur essendo nata come giornale progressista, adotta una rappresentazione piuttosto ambigua che prova ad individuare le ragioni delle manifestazioni, ma adotta invece anche delle forme note ai giornali conservatori. 

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