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Giulia Caminito ha vinto il 59esimo Premio Campiello con il racconto su un’adolescente

Il romanzo “L’acqua del lago non è mai dolce” si era già aggiudicato il Premio Strega Off. Per il Campiello Giovani premiata la diciottenne Alice Scalas Bianco

Giulia Caminito ha vinto il 59esimo Premio Campiello con il racconto su un’adolescente
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6 Settembre 2021 - 15.04


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La scrittrice Giulia Caminito ha vinto la 59esima edizione del Premio Campiello con il romanzo “L’acqua del lago non è mai dolce” (Bompiani). La proclamazione si è tenuta all’Arsenale di Venezia la sera di sabato 4 settembre. La vittoria è arrivata con 99 voti su 270 votanti: sui 300 componenti della Giuria dei Lettori, 30 non hanno manifestato preferenze. Al momento della proclamazione la Caminito si è lasciata andare ad un pianto liberatorio ed incredulo: “Non mi aspettavo assolutamente nulla, certo non pensavo di vincere. Dedico alle donne il mio premio, perché possano sempre avere la possibilità di leggere e scrivere ovunque”.

La medaglia d’argento la conquista Paolo Malagutti con “Se l’acqua ride” (Einaudi) con 80 voti; quella di bronzo spetta a Paolo Neri con “Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fedor M. Dostoeveskij” (Mondadori) con 37 voti. Al quarto posto troviamo Carmen Pellegrino con “La felicità degli altri” (La nave di Teseo) con 36 voti e infine al quinto posto Andrea Bajani con “Il libro delle case” (Feltrinelli) con 18 voti.

Giulia Caminito nasce a Roma nel 1988 e si è laureata in Filosofia politica. Il romanzo d’esordio “La Grande A” edito da Giunti nel 2016 si aggiudicò il Premio Bagutta opera prima, Premio Berto e Premio Brancati giovani. Nel 2019 segue “Un giorno verrà” sempre edito da Bompiani e vincitore del Premio Fiesole Under 40. Infine, con il terzo romanzo “L’acqua del lago non è mai dolce” entra nella cinquina dei finalisti del Premio Strega aggiudicandosi il Premio Strega Off.  Le vicende del libro vincitore del Premio Campiello si dispiegano nel paese di Anguillara Sabazia, sul lago di Bracciano, dove abita l’adolescente Gaia che vive una vita combattuta tra la timidezza e la rabbia che sfociano in violenza e tormento.

Andrea Delogu ha diretto la cerimonia finale insieme al musicista e attore Lodo Guenzi dello Stato Sociale. Ad aprire la serata un ricordo omaggio a Daniele Del Giudice, lo scrittore romano ma veneziano di adozione, scomparso a 72 anni il 2 settembre a causa dell’Alzheimer e a cui era stato consegnato quest’anno il Campiello alla carriera. Il premio è stato ritirato da Ernesto Franco, direttore editoriale di Einaudi e di tutti i libri di Del Giudice. Il Premio Campiello Opera Prima è stato vinto, invece, da “Dieci storie quasi vere” (Nutrimenti) di Daniela Gambaro.

La presidenza della Giuria dei Letterati è stata capeggiata da Walter Veltroni che ha tirato un po’ le somme dicendo: “Sono grato alla Fondazione Il Campiello per avuto l’opportunità di presiedere una giuria di grande qualità e lavorare insieme è stato bello e gradevole. Il Campiello si segnala nel panorama dei premi letterari per l’autonomia. La giuria ha lavorato in totale autonomia, e questo è un valore. E’ un premio che ha una doppia valutazione, con una giuria di qualità e con una giuria formata dai destinati finali dei libri, cioè i lettori. E infine è un premio che è in gradi di trovare un punto di contatto tra la leggibilità e la qualità”. 

L’evento del Campiello è cominciato al mattino, al Fondaco dei Tedeschi, vicino al Ponte di Rialto, con la tradizionale conferenza stampa dove è stato proclamato il vincitore della 26esima edizione del Campiello Giovani, il concorso dedicato ai giovani tra i 15 e i 22 anni, organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. Il racconto “Ritratto di Parigi”, della diciottenne e neodiplomata al liceo classico di Vigevano Alice Scalas Bianco ha primeggiato sui cinque racconti arrivati in finale: il premio è stato consegnato da Marco Dalla Bernardina, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, con la seguente spiegazione della Giuria: “Il racconto di Alice Scalas Bianco ha la qualità di unire in un solo gesto ingenuità e intelligenza, dispersione e lampi di lucidità ironica. Ai luoghi comuni inevitabilmente vincenti, l’autrice ha cercato di resistere con la dolcezza di un racconto che si fa leggere fino alla fine”. Gli altri finalisti di questa edizione del Campiello Giovani erano: Salvatore Lamberti, 19 anni di Scisciano (Na), con il racconto “Roman”, Shannon Magri, 22 anni di Castel Gabbiano (Cr) con il racconto “Kiyoshi nella tempesta”, Martina Sangalli, 21 anni di Carugo (Co) con il racconto “Blu colomba” e Camilla Tibaldo, 21 anni di Trecenta (Ro) con il racconto “La somiglianza”.

Merita una menzione anche il Premio Campiello Junior: la prima edizione che riconosce la validità e l’importanza delle opere italiane di narrativa e poesia scritte per i bambini e i ragazzi tra i 10 e i 14 anni. Il Premio è nato dalla collaborazione tra Pirelli e il Campiello con l’intento di incentivare la lettura tra i più giovani con la certezza che leggere e raccontare storie siano abitudini essenziali per assicurarsi un’eduzione culturale e civile.

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