Studioso di linguistica: ho scoperto una lettera di Dante

Per Paolo Pellegrini, docente di filologia e linguistica, l'autore della Divina Commedia scrisse una missiva del signore di Verona nel 1213. Un lavoro da "ghost writer"

La statua di Dante Alighieri a Verona

La statua di Dante Alighieri a Verona

redazione 17 ottobre 2018

Paolo Pellegrini, docente di filologia e linguistica all'Università di Verona, ritiene di aver scoperto una lettera scritta da Dante Alighieri. A suo giudizio il testo che nell'agosto del 1213 il signore della città veneta Cangrande Della Scala mandò all’imperatore Enrico VII è dell'autore della "Divina commedia" (1265 Firenze-1321 Ravenna). Un lavoro da "ghost writer" diremmo oggi.
Lo studioso ha ricordato che il testo non è inedito e fa parte di una raccolta di brani inseriti dal notaio e maestro dello scrivere lettere Pietro de Boattieri, bolognese, in un codice confluito poi in un manoscritto alla Biblioteca Nazionale di Firenze, il Magliabechiano II IV 312. Nella lettera Cangrande della Scala parlava dei contrasti fra i sostenitori dell'Impero ed esortava l'imperatore a riportare la pace interna affinché l'impero non si disgregasse.
Come arriva a Dante Pellegrini? Il poeta stimava Cangrande, elogiandolo nel
nel canto XVII del Paradiso. Ma l'ipotesi nasce da una "attenta analisi del testo", dei "riferimenti e degli stilemi linguistici", dalla qualità della lettera stessa. Per esempio la lettera rimanda a due "Variae di Cassiodoro", testo che il poeta aveva già usato nell’epistola "Ai signori d’Italia" del 1306 e in un atto di pace del 1306 in Lunigiana dove l'Alighieri figura come procuratore dei Malaspina. Lo studioso prende inoltre spunto dal richiamo a quanto disse Gesù “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina” quando Dante nella "Monarchia" (I v 8) Dante scriveva come servisse un re solo perché ci fosse la pace. "Tornano le parole chiave del “regnum” e della “tranquillitas” in sequenza con la citazione evangelica", dice Pellegrini a Verona.it. Il quale invita a ulteriori verifiche perché la sua è una ipotesi.