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“Gaza: doctors under attack”: il potente reportage che porta le voci dei medici palestinesi negli ospedali toscani

Il documentario indaga gli attacchi militari israeliani agli ospedali di Gaza e gli abusi ai danni di medici e operatori sanitari. Domani la proiezione a mezzogiorno all’Auditorium dell’Ospedale delle Scotte aperta a tutti.

“Gaza: doctors under attack”: il potente reportage che porta le voci dei medici palestinesi negli ospedali toscani
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18 Giugno 2026 - 21.07


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di Luisa Marini

Gaza. Una volta nella striscia erano attivi ben 36 ospedali, a oggi ne sono rimasti solo la metà, che operano a capacità ridotta e parziale. Il genocidio del popolo palestinese passa anche attraverso la loro distruzione sistematica, contro ogni diritto internazionale, e l’uccisione deliberata del suo personale sanitario.

Gaza: doctors under attack è un documentario del 2025 della durata di 62 minuti, basato su un’indagine forense in merito agli attacchi militari alle strutture ospedaliere di Gaza da parte dell’IDF durante il conflitto, principalmente nel periodo da ottobre 2023 a dicembre 2024. Centinaia di operatori sanitari, tra cui medici e chirurghi, sono stati uccisi, feriti o detenuti. Tra quest’ultimi ci sono anche coloro che hanno denunciato maltrattamenti e abusi. Uno di questi è il dottor Hussam Abu Safiya, tuttora detenuto. Ognuno dei fatti narrati nel film è confermato dai report delle Nazione Unite e da organismi indipendenti.

Guardando il film all’ospedale di Nottola, con sole altre 11 persone, riporto le immagini al qui e ora e penso che potrebbe essere questo ospedale, quelli sullo schermo potrebbero essere i sanitari seduti alle mie spalle. Penso al rischio di assuefazione diffusa alle immagini di morte e distruzione che passano sui cellulari o in tv, e a come servano due semplici cose per sostenere l’orrore e non normalizzarlo: una sala dove si proietta un film, dove devi scegliere di andare e vedere con i tuoi occhi, senza girare le spalle; e l’incontro tra persone che si mantengono umane e scelgono di esserci, con le loro menti e i loro corpi. Dunque un vero atto politico contro la spinta alla deriva virtuale dei nostri tempi.

È così che incontro Katia, l’infermiera delle Scotte di Siena che fa parte delle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza, ormai da molti mesi in mobilitazione contro il genocidio dei palestinesi per un esercizio di memoria collettiva e di riconoscimento della comunità degli operatori della sanità nell’importanza di preservare i valori della giustizia, dei diritti umani, del diritto internazionale e della pace. Insieme ad altri, Katia sta girando gli ospedali toscani dal 25 maggio, portando il film ai colleghi e alle colleghe, concesso gratuitamente dal distributore statunitense ZETEO ancora solo fino al 5 luglio. Quando si riaccendono le luci, si parla di quello che abbiamo visto, che non è accettabile, che è un nuovo nazismo per la documentata sistematicità delle azioni. Un medico presente prende la parola e parla semplicemente di perdita di umanità.

Nel documentario la reporter Ramita Navai, nata a Teheran e cittadina britannica, alterna le interviste ai sanitari a foto e video clandestini. Alcuni sono ripresi ai black sites, luoghi di prigionia in cui i militari, come afferma Amnesty International, sono liberi di fare ciò che vogliono ai detenuti. I militari israeliani non hanno mai risposto alle sue puntuali richieste di prove, ma hanno sempre portato avanti la loro ormai ben nota narrazione: sono tutti terroristi di Hamas, colpevoli di quanto accaduto il 7 ottobre, sapevamo di una rete di cunicoli dei terroristi sotto l’ospedale. Perciò lo hanno bombardato.

Le immagini di repertorio riportano anche qualcosa di molto più pesante, come la risposta positiva di un rappresentante del Governo israeliano alla domanda se sia accettabile torturare e abusare sessualmente i prigionieri palestinesi in quanto tali, che riporta a un odio diffuso e accettato nei loro confronti.

“E’ un film rigoroso e toccante, che tutto il personale sanitario deve avere la possibilità di vedere – dicono gli organizzatori. Quel che è accaduto e sta accadendo a Gaza è la negazione totale e deliberata del diritto alla cura, un diritto fondamentale che è la base della nostra etica professionale. La distruzione del sistema sanitario di Gaza è stata parte decisiva della strategia genocida. Israele ha ucciso medici, ha limitato l’accesso a cure mediche, ha ridotto o impedito l’ingresso di forniture mediche, ha impedito la formazione di personale sanitario. Fin da ottobre 2023 molti ospedali sono stati bombardati, assediati o evacuati nel nord della Striscia. Nei primi mesi del 2024 anche gli ospedali del centro e del sud sono stati assediati; nel maggio 2025 il 90% delle strutture sanitarie era totalmente o parzialmente fuori servizio. Come operatori sanitari non possiamo accettare questo stato di cose, e dobbiamo avere il coraggio di mostrare la verità”.

La storia della distribuzione del film è particolare. Prodotto da Basement Films per BBC, dove sarebbe dovuto andare in onda nel febbraio 2025, l’emittente ne ha bloccato la trasmissione a giugno 2025 per presunti problemi di imparzialità, trasferendo la proprietà del film ai suoi produttori e suscitando molte polemiche; oltre 600 personalità di rilievo hanno firmato una lettera aperta definendo il ritardo una “soppressione politica”. Il film è stato quindi acquisito e trasmesso in prima serata nel luglio 2025 dall’emittente Channel4, poi reso disponibile sulla pagina Youtube di Channel4 Documentaries e rilasciato globalmente dalla piattaforma streaming a pagamento Zeteo. Da allora, il documentario ha ottenuto un successo straordinario, vincendo numerosi premi, tra i quali il British Journalism Award ed il recente e prestigioso Bafta Tv Award.

Il calendario delle proiezioni è disponibile sul sito www.digiunogaza.it ed è in continuo aggiornamento. Il trailer del documentario è visibile su https://www.youtube.com/watch?v=fwN28nM5yJI

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