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Da settembre l' Università Federico II a Scampia

A distanza di quindici anni dal progetto di apertura della sede nel famoso quartiere napoletano, le attività entreranno a pieno regime da quest'autunno. Lo ha dichiarato il rettore Matteo Lorito

Da settembre l' Università Federico II a Scampia

redazione

25 Giugno 2022 - 17.55


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di Giuseppe Aquaro

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Finalmente quel progetto che viene da lontano e che più volte si era arenato trova una sua prima applicazione. Il rettore dell’ateneo, Matteo Lorito ha affermato che verranno già avviate, dal settembre di quest’anno, alcune attività come quelle di ricerca in campo medico e della nutrizione. L’obiettivo del progetto iniziale era appunto quello di creare una nuova sede che ospitasse i corsi infermieristici senza che venisse aperto un vero e proprio dipartimento universitario, lasciando quindi lo spazio anche ai cittadini, e soprattutto cercare di allentare la pressione negli ospedali data dall’emergenza sanitaria presente da ormai due anni.

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Il protocollo prevede la creazione di 5 piani con un complessivo di 15 mila metri quadrati composti da 48 aule, un’aula magna, vari studi medici, uffici per la didattica, consultori e ambulatori. Si pensa inoltre che, al conseguimento del progetto, possano arrivare circa 2500 studenti nella parte occidentale del Capoluogo campano. Altro obiettivo degno di nota è la possibilità di ospedalizzare la zona di Scampia grazie alla Medicina di territorio, sostenuta soprattutto da aziende che si occuperanno di sviluppo di tecnologie nel settore, oltre all’aiuto dell’asl per il monitoraggio a distanza.

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Un’occasione di rinascita per la parte di Napoli ancora legata alla camorra, violenza, omertà e degrado. “È un segnale importante, non solo per Napoli, ma per tutto il Paese – dice Matteo Lorito – legando il nome di Scampia non più a Gomorra, ma all’università Federico II, dimostreremo che si può cambiare la reputazione di un quartiere e imprimere così una svolta positiva a un intero territorio.”

Un svolta che contrappone da una parte la situazione difficile di un quartiere che cerca riscatto e dall’altra la cultura come soluzione. “L’Università tra le vele”, è questo il nome che sta girando in rete, segno sia di un apprezzamento da parte delle persone che nutrono una grande fiducia in questo cambiamento, ma anche di ripresa per l’intera comunità.

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D’ora in poi non si penserà più alla “Scampia di Gomorra” ma alla “Scampia dell’Università Federico II” e i giovani sono i primi a farsi promotori della cultura e della certezza del cambiamento.

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