Spagna e Francia programmano eventi per i 50 anni dalla morte di Picasso | Culture
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Spagna e Francia programmano eventi per i 50 anni dalla morte di Picasso

Al museo Reina Sofia di Madrid i due ministri della cultura presentano il programma per onorare il grande e controverso artista andaluso, padrone della scena artistica del Novecento

Spagna e Francia programmano eventi per i 50 anni dalla morte di Picasso
Pablo Picasso
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21 Settembre 2022 - 17.36


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Di Marcello Cecconi

Il prossimo anno saranno esattamente cinquant’anni che il grande artista andaluso, Pablo Picasso, ci ha lasciati. E non a caso Spagna e Francia, le due “case” dell’indiscusso imperatore della scena artistica del Novecento, si stanno organizzando per onorare l’anniversario del mezzo secolo. Nel quadro del programma ci sono 42 mostre a lui dedicate.

Dall’8 aprile 2023, quando scoccherà esattamente l’anniversario, si saranno già aperte (si inizia il prossimo ottobre) in 38 musei europei e statunitensi le mostre che non saranno antologiche poiché si è preferito, per ognuna di esse, una differente sfaccettatura. Tra i musei americani ci saranno sicuramente il Metropolitan e il Guggenheim di New York. Dal quotidiano spagnolo Il Paìs si ha notizia, inoltre, che ci saranno anche due conferenze ai massimi livelli con specialisti internazionali che produrranno uno studio storiografico sull’autore di Guernica.

L’incontro al Reina Sofia dei due ministri della cultura di Spagna e Francia

L’incontro fra il ministro della cultura spagnolo Miquel Iceta e l’omologa francese Rima Abdul Malak per presentare il programma, è avvenuto al Museo Reina Sofia di Madrid. “Il nostro obiettivo, in definitiva, è quello di rivendicare l’eredità artistica di Picasso e la validità del suo lavoro” ha detto lo spagnolo, continuando poi “Se c’è un artista che definisce il XX secolo, che lo rappresenta con tutta la sua crudeltà, violenza, passione, eccessi e contraddizioni, questo è senza dubbio Pablo Picasso. Ci permetterà inoltre di confrontarci con lui da una prospettiva contemporanea, aiutandoci a capire con gli occhi di oggi un artista che è ancora vivo a 50 anni dalla sua morte”.

Gli ha fatto eco la ministra omologa di Parigi: “Non nascondiamocelo, oggi ci sono molti dibattiti sulla ricezione dell’opera di Picasso, in particolare sul suo rapporto con le donne. Per condurre le giovani generazioni verso la sua arte, dobbiamo fornire loro le chiavi di lettura del suo lavoro, della sua vita e aprire spazi di scambio per abbracciare la sua opera nel suo insieme, e mostrare tutte le sfaccettature, tutte le possibili letture del suo lavoro.”

Moltissimi i lavori che saranno messi a disposizione dal Museo Picasso di Parigi, 600 le opere di questa provenienza che saranno suddivise fra diverse mostre, mentre 200 saranno quelle messe a disposizione per l’occasione da collezioni private della famiglia. I diversi aspetti e i diversi “periodi” del lavoro dell’artista nei quali ha spalmato la sua straripante e discussa personalità saranno raccontati tutti in queste opere.

Non mancherà pertanto nemmeno la rappresentazione del controverso rapporto dell’artista con le donne e, come dice Il Paìs, anche con “accuse di maltrattamento”. Il nipote Bernard Picasso ha voluto ribattere a questa affermazione del giornale spagnolo: “Per quanto ne sappiamo, non c’è mai stata una denuncia, né è stato rapito nessuno. I parametri dei suoi tempi sono diversi da quelli di oggi, ma quando si parla di maschilismo vorrei ci fosse più precisione”.

Di certo la vita amorosa di Picasso fu un crocevia di passioni forti che producevano eccellenze sulla tela ma seminavano gioie e dolori a lui e a alle numerose donne che furono attratte dal magnetismo del pittore. ll rapporto di Picasso con i soggetti femminili, con le modelle e con le compagne, è stato oggetto di critiche in seguito alle rivalutazioni della sua vita privata, anche sulla scia del movimento #metoo. «Le donne entravano e uscivano nella sua vita come lucciole attratte da una lanterna; le fissava sulla tela, le usava sessualmente e quando era stanco le gettava via», ha raccontato in un suo libro Françoise Gilot, oggi centenaria, che conobbe da giovanissima un maturo Picasso dal quale ha avuto due figli.

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