Firenze si risveglia: riaperti Uffizi, Boboli e Palazzo Pitti

Il direttore Schmidt: "Cultura fondamentale per la nostra identità, soprattutto in un momento come questo"

La Galleria degli Uffizi. Wikimedia

La Galleria degli Uffizi. Wikimedia

redazione 21 gennaio 2021
Dopo 77 giorni di chiusura, in seguito al Dpcm del 14 gennaio che consente di riaprire mostre e musei nelle regioni in zona gialla, alcune delle mete dell'arte del capoluogo toscano sono riaperte, a partire dal Giardino di Boboli il 19 gennaio. Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, aprendo i cancelli del parco mediceo aveva annunciato: “Dopo due mesi e mezzo di chiusura, il giardino di Boboli può accogliere nuovamente i visitatori. Ma questa è solo la prima tappa del nostro programma di riaperture”, e infatti proprio ieri mattina Palazzo Pitti ha riaperto le porte, seguito dalla Galleria degli Uffizi, che durante la giornata di oggi ospitato numerosi visitatori.
“Le Gallerie sono più affollate del previsto, ma ben venga perché è tanto che mancavano” racconta all’Ansa una delle prime visitatrici. Le attrazioni resteranno chiuse nei fine settimana, mentre nei giorni di apertura il pubblico entrerà nelle sale scaglionato e provvisto di mascherina, mentre l’ultimo ingresso è consentito a massimo un’ora dalla chiusura dei musei. La Galleria dell'Accademia riaprirà il 13 febbraio con un nuovo allestimento.

“La crisi non è ancora finita, né dal punto di vista pandemico né dal punto di vista culturale ed economico -afferma alla conferenza stampa di stamani Schmidt-, proprio dal punto di vista culturale possiamo agire in maniera più concreta, essendo (gli Uffizi) uno dei più ricchi musei italiani anche sul piano della varietà delle collezioni”. 
Il direttore ha paragonato la riapertura della Galleria ai concerti presso la National Gallery durante la Seconda Guerra Mondiale e ha aggiunto “questo è molto più di un segno di speranza, è il simbolo della presenza di una cultura fondamentale per l’identità. Adesso ci auguriamo prima di tutto di guarire, ma una volta guariti tutti sperano anche di poter tornare in luoghi di cultura come i musei”. E per chi non può presenziare, incoraggia: “I nostri canali web servono proprio a raggiungere le persone che non possono spostarsi in Toscana e per coloro che sono isolati in casa o negli ospedali. La cultura è fondamentale in una situazione di crisi”. L’augurio è che “le curve pandemiche scendano il piu' possibile, in modo da poter tornare a rivivere questi luoghi in piena libertà”.

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