Morto Enzo Mari, designer geniale che ridisegnò “Falce e martello”

Il progettista, artista e critico attento alle idee politiche aveva 88 anni. “Milano lo ricorderà sempre”, dice il sindaco Sala. Due le mostre in corso sul suo lavoro: una sul simbolo comunista

Enzo Mari, “Falce e martello”, 1972-1973, serigrafia su carta. Courtesy Galleria Milano e l’artista

Enzo Mari, “Falce e martello”, 1972-1973, serigrafia su carta. Courtesy Galleria Milano e l’artista

redazione 19 ottobre 2020
Se n’è andato a 88 anni Enzo Mari, tra i principali designer del ‘900, progettista, critico, teorico nonché militante politico. Ha progettato qualcosa come 1.500 oggetti quali le sedie “Delfina” e “Mariolina” e il vassoio di Putrella e ha ricevuto ben cinque volte il Compasso d’oro, il principale premio del design. Mari è morto al San Raffaele di Milano, ne ha dato l’annuncio il presidente della Triennale Stefano Boeri su Facebook, l’istituzione che ha appena inaugurato una mostra in corso fino al 18 aprile sul designer curata da Hans Ulrich Obrist e con una sezione storica curata Francesca Giacomelli.

L’impegno politico del designer è peraltro attestato da un’altra esposizione in corso: “Enzo Mari. Falce e martello” alla Galleria Milano fino al 16 gennaio con un sottotitolo che rimanda a discussioni politico-culturali molto accese negli anni ’70: “Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe” e rielaborazioni grafiche del simbolo comunista. La personale ricostruisce infatti filologicamente, grazie agli archivi della galleria e all’Archivio Enzo Mari, la rassegna con cui, il 9 aprile 1973, Carla Pellegrini inaugurò la nuova sede della Galleria Milano in via Turati-via Manin e che suscitò un gran dibattito. Perché l’oggetto fu la raffigurazione della falce e del martello in sculture, serigrafie, bandiere e quindi fu un lavoro tanto di grafica che dalle forti implicazioni politiche. Il libro per la mostra, edito da Humboldt books, a cura di Nicola Pellegrini, con testi di Bianca Trevisan e Riccardo Venturi, riproduce in anastatica il catalogo del 1973 più materiali d’archivio come foto, progetti e rassegna stampa. “I suoi progetti non sono soltanto caratterizzati da un imperituro valore estetico, ma implicano sempre aspetti funzionali, simbolici e politici”, scrive la galleria in un post dando notizia della sua scomparsa.

La mostra della Triennale, “Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist”, riepiloga il passato ma tutta la sua attività lunga 60 anni tra arte, design, architettura, grafica, filosofia, didattica. Con videointerviste, oggetti progettati, dipinti, sculture, disegni, più omaggi di altri autori a Mari stesso.

Mari era nato nel 1932 a Cerano nel novarese. Studiò letteratura, arte e psicologia della percezione visuale, frequentò l’Accademia di Brera dal 1952 al 1956 formandosi in letteratura e arte. “Con Enzo Mari se ne va un gigante del design italiano del Novecento. Un artista di fama mondiale, creatore di icone leggendarie, cinque volte Compasso d’Oro, un maestro che con la sua riflessione teorica ha formato generazioni di designer. Milano lo ricorderà sempre”, ha commentato il sindaco Beppe Sala.

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