Coperte per migranti e la casa di Rosa Parks: artisti contro le ingiustizie ad Assisi e Napoli

Gli oggetti dorati nella basilica di San Francesco, la dimora dell’afroamericana a Palazzo Reale: gli interventi di Giovanni de Gara e Ryan Mendoza in luoghi altamente simbolici

A sinistra “Eldorato”. Foto Sacro Convento di Assisi. A destra “The Rosa Parks House Project” a Napoli. Courtesy Fondazione Morra Greco, foto Camillo Ripaldi

A sinistra “Eldorato”. Foto Sacro Convento di Assisi. A destra “The Rosa Parks House Project” a Napoli. Courtesy Fondazione Morra Greco, foto Camillo Ripaldi

redazione 26 settembre 2020
di Stefano Miliani

Avete presente l'empatia e la vicinanza con cui John Steinbeck denunciò lo sfruttamento dei poveri nei devastanti anni ’30 nel suo romanzo Furore, poi adattato al grande schermo da John Huston nel 1940 e con toccanti canzoni da Bruce Springsteen nell’album The Ghost of Tom Joad? Due interventi d’arte, in questi giorni, ci rimandano con bruciante attualità a due drammi dell’umanità in due luoghi lontani ma dalla potente carica evocativa: il dramma dei migranti in mare per l’Europa è evocato sulle porte della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi con le coperte termiche montate dall’artista Giovanni de Gara; le ingiustizie e il razzismo verso gli afroamericani sono richiamati da Ryan Mendoza al Palazzo Reale di Napoli con la casa di Rosa Parks montata nel cortile d’onore.

Le coperte dell’Eldorato nelle chiese e nelle moschee
Grazie al Sacro Convento di Assisi per la Giornata mondiale dei migranti oggi 26 settembre Giovanni de Gara ha installato sulle porte della Basilica superiore 20 metri di coperte termiche con la collaborazione della Indigo Art Gallery di Perugia,
L’unico limite è che, inaugurata oggi 26 settembre per la Giornata mondiale dei migranti, resta fino a domenica 27 e poi viene smontata. Ma è la natura stessa delle coperte e dell’intervento che impone tempi fugaci. Ma si potrà vedere altrove.
«Eldorato allude all’Eldorado, la terra mitologica dove si trovavano oro e benessere – ha spiegato all’Ansa l’artista nato nel 1977 - . È spesso quello che pensano i migranti, di trovare una situazione migliore di quella da cui fuggono, e invece alla fine l'unica cosa dorata che trovano è l'oro di una coperta termica. Nella parola ‘Eldorato’ c'è un richiamo alle ebraico Elohim – Dio – per cui si può intendere 'Dio dorato'; nella tradizione pittorica bizantina e non solo, l'oro è il colore della divinità, il colore di Dio».
Accresce la potenza di quelle coperte dorate, volute in coerenza con il loro operato dai francescani del Sacro Convento, il loro passaggio nella basilica papale: è un centro della cristianità e dell’arte per ogni popolo. Con questo atto de Gara rilancia un pensiero che è, per i frati anzi tutto, profondamente cristiano: accogliere a partire dai poveri e da chi viene da fuori, non rifiutare, comprendere, non disprezzare. “Eldorato” è itinerante: partì nel giugno del 2018 dalle porte dell’Abbazia di San Miniato al Monte a Firenze, ha fatto tappa in una settantina di chiese cattoliche, valdesi, metodiste e luterane, in luoghi istituzionali, nel carcere di Venezia; con il concorso delle Comunità islamiche d’Italia (Ucoii), eseguirà porte d’oro in cinque moschee.

La casa di Rosa Parks a Napoli e in tour
L’altra operazione avviene nel cortile di Palazzo Reale a Napoli, è a ingresso gratuito e prosegue fino al 6 gennaio 2021 su progetto della Fondazione Morra Greco con il sostegno della Regione Campania e con l’appoggio illuminato della Direzione regionale Musei Campania. Qui l’artista statunitense Ryan Mendoza con il titolo “Almost Home – The Rosa Parks House Project” ha rimontato la casa della donna che nel 1955, con rifiutandosi di cedere il posto ai bianchi su un pullman a Montgomery nell’Alabama perché nera, fece scattare la scintilla delle proteste degli afroamericani per eguaglianza, parità di diritti e la fine del razzismo istituzionale. Licenziata a minacciata, nel 1957 la donna andò a vivere a Detroit con dei parenti. La nipote, Rhea McCauley, non aveva più i mezzi per salvare la dimora dalla demolizione o mantenerla per cui la donò a Mendoza.
Anche in questo caso si tratta di un intervento d’arte civile itinerante. L’artista non l’ha peraltro portata a Napoli per caso: nella città ha studiato e lavorato per una quindicina di anni dal 1992. Per tirare le conclusioni, nato a New York nel 1971, pittore, Mendoza da un lato compie un gesto di riconoscenza verso la città che lo ha accolto, al contempo ci fa capire come il movimento Black Lives Matter sia anzi tutto una necessità non solo per gli afroamericani, lo è per chiunque reputi tutti gli esseri umani uguali, con pari diritti. Che è un principio caro anche a de Gara ed è quanto mise in forma di racconto di vita John Steinbeck.

Il sito della Fondazione Morra Greco

Nella foto (didascalie complete)
A sinistra particolare da “Eldorato” di Giovanni de Gara nella Basilica superiore di San Francesco. Foto Sacro Convento di Assisi.
A destra particolare da “Almost Home - The Rosa Parks House Project” di Ryan Mendoza a Palazzo Reale a Napoli. Courtesy Fondazione Morra Greco, foto Camillo Ripaldi