Facebook ci ricasca: censura le sculture classiche perché nude

La piattaforma vieta le immagini del Musée d'Art et d'Histoire di Ginevra. Che replica: Fb cambi strategia con le istituzioni culturali

Una scultura della mostra "Cesare e il Rodano" del Museo d'arte e storia di Ginevra censurata da Facebook

Una scultura della mostra "Cesare e il Rodano" del Museo d'arte e storia di Ginevra censurata da Facebook

redazione 8 febbraio 2019
Una scultura romana con donna a seno nudo. Che sarà mai? Eppure è stata censurata. Da un'esposizione osteggiata da integralisti cristiani oppure in un paese musulmano? No, dall'algoritmo di Facebook, censore che non sopporta le nudità neppure quando vengono dalla classicità. Quindi neppure i Bronzi di Riace potrebbero passare al vaglio dell'occhiuto censore tecnologico.
Lo ha denunciato via Twitter e poi su Facebook il Musée d'Art et d'Histoire di Ginevra che sul social creato da Mark Zuckerberg aveva diffuso notizie della mostra
«Cesare e il Rodano» in calendario dal 9 febbraio al 26 maggio. Trattandosi di opere dell'antichità scoperte lungo l'area del Rodano, le sculture di figure nude sono elemento essenziale del discorso. Però Facebook le ha bocciate comunque e il museo svizzero le ha traghettate sul social concorrente, Twitter, ma chiedendo agli utenti se non è il momento che Facebook adotti una politica diversa verso istituzioni culturali, mostre e musei. Domanda retorica: sembra stupidità al potere.

«Volevamo promuovere la mostra "César et le Rhône" - scrive il museo - usando tra l'altro queste due opere (il museo ha apposto una pecetta sul seno della scultura femminile e sul pene di quella maschile, ndr) ma Facebook ce lo ha vietato per le loro nudità... Non sarebbe il momento che questa piattaforma cambi la sua politica verso i musei e le istituzioni culturali?»