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Incendio al municipio di Limoges: devastato lo storico palazzo del XIX secolo dopo il corteo sul caro vita

Secondo quanto riportato dalle autorità locali, nella serata di ieri, sabato 17 ottobre, sono stati alcuni esponenti di frange radicali ad appiccare il fuoco nell'edificio, vero e proprio patrimonio della cultura francese

Incendio al municipio di Limoges: devastato lo storico palazzo del XIX secolo dopo il corteo sul caro vita
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18 Ottobre 2026 - 16.05


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La rabbia era a livelli altissimi. E stavolta il “bersaglio” non è stato il governo, ma uno dei più antichi patrimoni storici della Francia. Nella serata di ieri, sabato 17 ottobre, in seguito ad una alle numerose mobilitazioni contro il caro vita, un gruppo di manifestanti ha deciso di dare alle fiamme il municipio di Limoges (in Nuova Aquitania), provocando il crollo del tetto, del campanile e di buona parte delle parti interne dell’edificio, trasformando in poche ore un monumento tutelato da oltre cinquant’anni in una struttura gravemente compromessa.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità transalpine, il tetto è crollato sui piani inferiori, con l’eccezione dell’ala occidentale, mentre circa due terzi della facciata sono andati distrutti. Il primo cittadino, Guillaume Guérin, intervenuto durante le operazioni di spegnimento, ha confermato sia il cedimento della torre dell’orologio che la gravità dei danni, aggravati dal vento che ha favorito la propagazione delle fiamme.

Ripercorrendo a piccoli passi la storia di uno dei “pezzi pregiati” della cultura francese, l’Hôtel de Ville de Limoges fu inaugurato il 14 luglio 1883, anniversario della presa della Bastiglia e data particolarmente significativa per un edificio destinato a rappresentare le istituzioni repubblicane.

La sua costruzione aveva avuto inizio nel 1879, su progetto dell’architetto Charles-Alfred Leclerc, in una fase nella quale l’architettura pubblica d’Oltralpe cercava di esprimere, attraverso forme monumentali, l’autorità e la stabilità delle amministrazioni civiche.

L’edificio riprendeva il linguaggio neorinascimentale, con riferimenti allo “stile” Luigi XIII e soprattutto al grande municipio di Parigi, ricostruito dopo la distruzione subita durante la Comune del 1871. La facciata principale era organizzata secondo un impianto rigorosamente simmetrico, articolato in undici campate, con una sezione centrale caratterizzata da grandi arcate al piano terreno e finestre monumentali, invece, al livello superiore.

Ai lati, due corpi con coperture mansardate contribuivano a definire l’ampiezza e la solennità della facciata. Al centro si elevava la torre dell’orologio, sormontata da un elaborato campanile che raggiungeva addirittura i 43 metri di altezza. Quest’ultimo era l’elemento più riconoscibile del complesso, un riferimento visivo nel paesaggio urbano di Limoges e un simbolo della presenza delle istituzioni municipali. Il suo crollo, documentato dalle immagini dell’incendio, rappresenta una delle perdite più evidenti sul piano architettonico.

Tuttavia, l’importanza dell’edificio risiedeva anche nel suo programma decorativo, strettamente legato all’identità di Limoges. Sul prospetto principale figuravano quattro medaglioni realizzati dal mosaicista italiano Giandomenico Facchina, dedicati a personalità della storia locale e nazionale come Léonard Limosin (maestro dello smalto rinascimentale), Henri François d’Aguesseau (cancelliere di Francia nel periodo 1717-1722), Pierre Victurnien Vergniaud (figura chiave della Rivoluzione francese) e Jean-Baptiste Jourdan, (Maresciallo nel Primo Impero francese).

Le sculture di Tony Noël, collocate nella parte superiore della facciata, rappresentavano invece l’oreficeria e la smaltatura, due attività fondamentali nella storia produttiva della città. La scelta era significativa dato che Limoges, conosciuta dai più soprattutto per la porcellana, vanta una tradizione ancora più antica nella lavorazione degli smalti, diffusi in Europa già dal Medioevo. Il municipio rendeva dunque visibile, attraverso la propria decorazione, il legame tra l’amministrazione pubblica, le arti applicate e la “memoria” urbana.

A completare l’insieme era la fontana monumentale, progettata dall’architetto diocesano Charles Genuys e installata nel 1893 nello spazio antistante il palazzo. Il Municipio e la fontana erano stati iscritti nell’elenco dei “monuments historiques” francesi nel 1975, riconoscimento che ne sanciva l’interesse architettonico e patrimoniale.

La costruzione del palazzo era stata resa possibile anche grazie al lascito del dermatologo Alfred Fournier, che nel 1875 aveva destinato il proprio patrimonio alla città. La nuova sede municipale sostituiva un edificio completato nel 1811, e si inseriva così in un più complesso processo di monumentalizzazione delle istituzioni urbane francesi avvenuto durante la seconda metà dell’Ottocento.

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