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Giornate FAI d’autunno: un viaggio nell’Italia da scoprire

Il 10 e l’11 ottobre torna una delle iniziative più seguite e amate: saranno oltre 700 luoghi visitabili in 350 città.

Giornate FAI d’autunno: un viaggio nell’Italia da scoprire
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1 Ottobre 2026 - 19.03


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Ci sono luoghi che raccontano l’italia lontano dai percorsi più conosciuti: antichi palazzi, dimore private, chiese, giardini, ma anche fabbriche, laboratori e botteghe dove tecniche e mestieri continuano ad essere tramandati: per un fine settimana questi luoghi a volte inaccessibili aprono le porte in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Giunta alla quindicesima edizione, l’iniziativa coinvolgerà oltre 700 luoghi in 350 città italiane, offrendo la possibilità di conoscere un patrimonio che spesso rimane fuori dai tradizionali tour turistici. A rendere possibile l’evento sono, come ogni anno, le Delegazioni e i Gruppi FAI presenti sul territorio.

L’edizione 2026 propone una prospettiva particolare: accanto al patrimonio storico e paesaggistico, l’attenzione di quest’anno sarà sulle piccole imprese e sulla cultura produttiva italiana: più del 10% delle aperture saranno infatti dedicate al Made in Italy e al mondo dell’artigianato, offrendo uno spazio per osservare il lavoro tradizionale che ha contribuito a formare la nostra cultura . 

Il presidente del FAI Marco Magnifico sintetizza l’importanza della scelta intrapresa “A testimoniare come il grande artigianato italiano e le piccole imprese siano, esattamente come i monumenti italiani, il grande deposito di cultura del nostro Paese. I monumenti raccontano il passato, le imprese artigiane e le piccole imprese raccontano il presente e il futuro”, sottolineando come conoscere sia il primo passo per tutelare. È per tale ragione che quest’anno saranno coinvolti 9mila studenti, chiamati a confrontarsi concretamente con i luoghi e le realtà, raccontandole poi al pubblico. 

Il legame tra cultura e produzione è stato sottolineato anche dal ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha ricordato come l’identità italiana nasca nell’incontro tra storia, cultura, arte, scienza ed economia. Un patrimonio di eccellenza e qualità che ha permesso ai marchi italiani di essere così riconoscibili nel mondo. Alla stessa visione aderisce Confindustria, che quest’anno collabora all’iniziativa. Per Francesco Somma, vicepresidente per la Cultura d’Impresa e la Certezza del Diritto, il patrimonio industriale deve essere considerato parte della cultura del Paese: dietro un’azienda non c’è soltanto produzione, ma anche ricerca, competenze, affidabilità e innovazione.

Accanto alla valorizzazione c’è poi il lavoro di tutela. Nel 2026 il FAI prevede oltre 12 milioni di euro per restauri e manutenzioni straordinarie, quasi il triplo rispetto a quattro anni fa, oltre a circa 20 milioni per la gestione ordinaria. Nell’anno in corso la Fondazione ha seguito 150 cantieri. Una sfida sempre più urgente riguarda inoltre gli effetti dei cambiamenti climatici sui beni culturali, come dimostrano i recenti danni provocati da una violenta tempesta al Giardino della Kolymbethra di Agrigento. Per il 2027 sono previsti circa 1,5 milioni di euro destinati alla transizione ecologica e all’adattamento climatico.

Confermata infine la Rai come Main Media Partner. Dal 5 all’11 ottobre la programmazione televisiva, radiofonica e digitale di RaiPlay Sound dedicherà spazio ai luoghi e alle iniziative del FAI, proseguendo una collaborazione attiva da oltre dieci anni.

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