"Difesa della razza": guardiamo la mistificazione fascista

Il Ministero dei beni culturali pubblica documenti sulle leggi razziali, i decreti del re, gli ordini per campi di concentramento per ebrei: "Pagina buia, fondamentale rinnovare il doloroso ricordo”.

Particolare dalla copertina di La difesa della razza

Particolare dalla copertina di La difesa della razza

redazione 27 gennaio 2018

“La difesa della razza”. Contro gli ebrei allora. Contro gli ebrei e chiunque non appartenga alla “razza bianca” oggi? La “difesa della razza” fu la rivista con testi e tesi falsamente scientifici del fascismo. Pubblica la copertina e un’altra messe di documenti sulla follia razzista dell’Archivio Centrale dello Stato ora in mostra al ghetto di Roma e della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo diretto da Dario Franceschini con un’iniziativa quanto mai lodevole per la Giornata della Memoria, opportuna oggi quanto mai e che ha diffuso durante la giornata agli account Instagram @museitaliani, Facebook @MiBACT e Twitter @MiBACT.


Vale citare il comunicato stampa in modo testuale perché sintetizza bene il discorso. I documenti “ricostruiscono la follia razzista frutto delle leggi del 1938 che portò alla discriminazione di decine di migliaia di cittadini italiani espulsi dalle scuole e dai luoghi di lavoro, all’esproprio dei loro beni e infine alla deportazione e morte di molti di loro nei campi di concentramento”, ricorda il Mibact. “Dal Regio Decreto di Vittorio Emanuele III che proibisce il matrimonio del “cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza” alle bozze dei “grafici della follia” elaborati dalla Direzione Generale Demografia e Razza del Ministero dell’Interno per stabilire la purezza del sangue, dalle perizie di esproprio di beni appartenenti a cittadini ebrei alle precettazioni per il lavoro coatto, dalla lettera del Ministro dell’Educazione Nazionale Bottai per il “censimento del personale di razza ebraica” alla disposizione impartita dal Sottosegretario al Ministero dell’Interno Buffarini-Guidi al Capo della Polizia Bocchini per la realizzazione di campi di concentramento per ebrei alla vigilia della guerra, dalle disposizioni di polizia sulle attività ebraiche al progetto per il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, dalle copertine della rivista “La difesa della razza” fino al frontespizio del manoscritto del romanzo “La storia” di Elsa Morante, i materiali restituiscono nero su bianco la verità di una pagina buia della storia italiana di cui oggi è fondamentale rinnovare il doloroso ricordo”. Eh sì, è fondamentale rinnovare il ricordo. Anche a chi ha sostenuto che Mussolini ha fatto cose buone, perfino il presidente del Quartiere 1 di Firenze Maurizio Sguanci (città che ha fatto la Resistenza e medaglia d'oro).