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La Disney non ha più il copyright su Winnie the Pooh

Dopo che nel 1998 furono estesi i diritti commerciali da 75 a 95 anni per favorire la multinazionale, quest'anno si "libera" l'orsetto. L'anno scorso era accaduto anche per "Il Grande Gatsby"

La Disney non ha più il copyright su Winnie the Pooh

redazione

14 Gennaio 2022 - 19.13


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La Disney ha perso i diritti su Winnie the Pooh. Il celeberrimo personaggio, di cui tutti abbiamo letto o visto almeno una volta sullo schermo, compie novantacinque anni, diventando una figura di pubblico dominio facendo perdere i diritti commerciali. A stabilirlo è la Sonny Bono Copyright Term Extension Act, che nel 1998 prorogò il diritto di copyright da 75 a 95 anni. Fu soprannominata Mickey Mouse Protection Act proprio per le pressioni della multinazionale. Lo stesso è accaduto l’anno scorso per “Il grande Gatsby”, “Foglie Secche” di Aldous Huxley e “Il Velo Dipinto” di W. Somerset Maugham.

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L’emendamento, che i più maliziosi lessero per l’appunto come un modo per garantire alla Disney i diritti commerciali fino al 2024 del suo primo film con Topolino protagonista, Steamboat Willie, non potrà fare altrettanto per i proventi derivanti dalla figura di Pooh e degli altri personaggi del Bosco dei Cento Acri. Fa eccezione Tigro, la tigre saltellante, introdotto in seguito e ancora sotto tutela. Winnie the Pooh ha rappresentato uno dei franchise più redditizi della storia, di cui il colosso dell’intrattenimento aveva rilevato i diritti da A. A. Milne nel 1961, dopo la sua morte, fruttandogli miliardi di incassi tra film, libri e merchandising. 

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Quello del decadimento dei diritti commerciali è un fenomeno che ogni anno falcidia i bilanci dell’editoria e del mondo dell’intrattenimento in generale, permettendo ad esempio di poter leggere liberamente su Google Books opere ritenute ormai di cultura generale. Scrittori e studi potranno dunque da ora utilizzare a loro piacimento la figura del celebre orsetto a una sola condizione, quella di non usare le modifiche introdotte successivamente ai personaggi, come ad esempio il maglione rosso indossato da Winnie. 

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La liberazione di Pooh, a dispetto di altre opere per cui è avvenuto altrettanto, sembra tuttavia aver suscitato enorme clamore tra il pubblico. “Tutti ricordano quando hanno letto un racconto per la prima volta o quando l’hanno letto ai propri figli”, ha riferito a tal proposito Jennifer Jenkins, professoressa presso il Center for the Study of the Public Domain della Duke University, descrivendo l’universo narrativo di Pooh come un mondo in cui animali e persone si comportano l’uno rispettosamente verso l’altro.

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