“La città del disordine”: Nicola Manzan “suona” la malattia mentale su disco

L’album è una trasposizione in musica di cartelle cliniche dell'ex Manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia

Copertina dell'album "La città del disordine. Storie di vita dal Manicomio San Lazzaro" di Nicola Manzan

Copertina dell'album "La città del disordine. Storie di vita dal Manicomio San Lazzaro" di Nicola Manzan

redazione 25 marzo 2021
Si intitola “La città del disordine. Storie di vita dal Manicomio San Lazzaro", il nuovo album di Nicola Manzan, in uscita il 7 maggio. Si tratta di un'opera realizzata dalla trasposizione in musica di cartelle cliniche dei degenti dell'ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia; “I documenti d'archivio si traducono in note musicali per delineare ritratti di vite vissute ai margini e, più ancora, per raccontare la fragilità come elemento costitutivo del valore dell'essere umano”, riporta l'Ansa.

Il disco fa parte di un progetto promosso dai Musei Civici del Comune di Reggio Emilia e della Biblioteca Scientifica Carlo Livi, pensato per il Museo di Storia della Psichiatria di Reggio; nello specifico, le voci che ne hanno fatto parte sono Georgia Cantoni (Musei Civici di Reggio Emilia), con i testi di Chiara Bombardieri (Biblioteca scientifica Carlo Livi) e la musica di Nicola Manzan.

Obiettivo principale quello di comunicare la diversità, cui è incentrato il Museo di Storia della Psichiatria, il disagio ed il suo superamento, tematiche oggi più che mai attuali anche nel contesto della pandemia Covid-19, che ha riportato il vissuto della segregazione e dell’infermità. 

Lo stesso Manzan ha commentato su Instagram: “La Città del Disordine è il primo disco che esce a mio nome. La richiesta era chiara: scrivere dei brani che raccontassero la storia di alcuni pazienti che erano stati ricoverati all’ospedale psichiatrico San Lazzaro tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Un manicomio costruito secondo gli schemi di una piccola città, era all’avanguardia per i tempi: sotto la direzione di Augusto Tamburini (amico del celebre Cesare Lombroso) diventò una vera e propria clinica delle malattie mentali, dando via a un profondo cambiamento nel trattamento degli internati e ponendo così le basi per la moderna psichiatria.” E sui pazienti scelti ha aggiunto: “Per orientarmi mi sono state consegnate le cartelle cliniche di una ventina di pazienti, e dopo aver studiato i vari casi ne ho scelti otto, quelli che a mio avviso sono i più rappresentativi e interessanti. Mi sono quindi riproposto di comporre musiche che sottolineassero il carattere, la personalità e i diversi stati d’animo dei vari soggetti, tralasciando gli aspetti più orrifici della vita ospedaliera e delle cure a cui erano sottoposti i ricoverati, ma cercando invece di raccontare il loro aspetto più umano, spesso intriso di tristezza, e la condizione mentale in cui si trovavano.” 

Un estratto del disco verrà utilizzato per la realizzazione di un'audioguida del Museo di Storia della Psichiatria, che sarà pubblicata sul sito www.musei.re.it in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il prossimo 18 maggio.

di V.M.