“Psychedelic”, il lungometraggio di debutto del regista Davide Cosco dove un prete donna rappresenta la Chiesa

Il film utilizza temi innovativi e tecniche sperimentali come i “Visual Effects”. Disponibile su Prime video

Scena tratta dal film "Psychedelic" di Davide Cosco

Scena tratta dal film "Psychedelic" di Davide Cosco

redazione 18 febbraio 2021
Il film “Psychedelic”, primo lungometraggio del regista Davide Cosco, ha debuttato ieri su Amazon Prime. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, ha subito ottenuto numerosi consensi. Il film è girato con tecnologia Visual Effects ed è di genere drammatico. Mostra anche l’ultima apparizione sul grande schermo dell’indimenticabile Flavio Bucci, che ha preso parte al film prima della sua scomparsa. Accanto a lui nel cast anche Massimiliano Rossi, Alessandro Haber, Yari Gugliucci, Ksenija Martinovic, Giuseppe Amelio, Pietro De Silva e Aida Flix. Nel comparto tecnico, altri nomi noti del cinema italiano, tra cui il direttore della fotografia Enrico Lucidi e il montatore Massimo Quaglia.

La trama segue le vicende di Paul, un attore in crisi, che vive in un teatro ed ha continue visioni psichedeliche. Attorno al personaggio gravitano le esistenze di suo padre malato, del figlio Ernesto, giovane sassofonista ribelle, dell'amico Mario, produttore e gestore di una lavanderia a gettoni. Contemporaneamente, una Chiesa aperta agli ultimi e ai diversi è rappresentata da un sacerdote donna. 

“Le luci psichedeliche si accendono e si spengono nella mente di Paul che è un attore in ricerca, emblema della sempiterna attualità del Novecento, secolo fustigato dalle guerre, segnato dalle rivoluzioni, eternizzato dall’arte” racconta Cosco, “Un secolo non concluso che rilascia ancora il suo siero di dolce malinconia”. L’ambizione del regista era quella di "creare un nuovo linguaggio, dove immagini, suoni e musiche interagiscono", come riportato su laSicilia.it. Un racconto attraverso tecniche sperimentali che, in un momento storico particolare, propone riflessioni e tematiche profonde come il rapporto tra padri e figli, la ricerca di una dimensione spirituale, la centralità della donna. 
Lo stesso termine “Psychedelic”, dal greco “psykhé”, anima, e “dêlos”, chiaro, è nato dalla volontà di avvicinare esperienze materiali e immateriali che generazioni differenti hanno modo di compiere. 

Di forte impatto i riferimenti a Dio, soprattutto attraverso il personaggio del sacerdote donna, che rappresenta l'immagine di una chiesa "madre", entità femminile inclusiva: “La Chiesa è Donna. È una Chiesa aperta ai diversi, agli ultimi, ai dimenticati, agli scacciati via, ai poveri, ai diseredati” spiega il regista, “Una Chiesa dal respiro nuovo, secolarizzata, ecumenica, dal retrogusto laico e non antidogmatico, decadente ma non decaduta, dove si ascoltano le scritture e si provano a tramutare nella complessa caducità delle cose".


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