Lashana Lynch, il primo agente 007 donna e nera in “No Time To Die”

Dopo che l’attrice ha confermato il proprio ruolo in un’intervista è stata presa di mira dagli haters. I commenti d’odio l’hanno costretta a cancellarsi dai social network

Lashana Lynch

Lashana Lynch

redazione 6 novembre 2020
A Hollywood è in atto una rivoluzione: ad ereditare il titolo di nuovo agente 007, con licenza di uccidere, è una donna. Sarà l’attrice Lashana Lynch a vestirne il ruolo in “No Time To Die”, il venticinquesimo film della serie dedicata a James Bond, il personaggio ispirati dai romanzo dello scrittore Ian Fleming.
A confermarlo è la stessa in un’intervista a Harper’s Bazaar. Nel film sarà Nomi, per l’appunto la nuova agente 007 con licenza di uccidere, e sarà al fianco di James Bond, interpretato dal volto ormai noto di Daniel Craig.

La giovane attrice londinese avrà quindi un ruolo che finora è stato una prerogativa maschile, in quanto interpretato solo da uomini, a partire ad esempio dal mitico Sean Connery scomparso recentemente (clicca qui per leggere la notizia). Si tratta di una scelta moderna, ma come tutte le novità, è stata fortemente condannata dal grande pubblico, in questo caso del web.
La Lynch infatti è stata vittima di commenti d’odio sul web: è stata manifestata un’ostilità così forte ed aggressiva nei confronti dell’attrice, al punto tale che è stata costretta a disattivare i suoi profili social. Gli haters, che costituiscono la parte della rete più negativa, in quanto portatrice d’odio, non avrebbe ben accolto l’idea che il nuovo agente 007 potesse essere una donna, nonché di colore.
Durante l’intervista l’attrice ha dichiarato il suo malessere in merito alla vicenda, ma si è anche espressa soddisfatta e felice nell’aver avuto la possibilità di vivere un momento così rivoluzionario.

Ricordiamo che il film No Time To Die, diretto da Cary Fukunaga, non è ancora disponibile, ma uscirà nelle sale soltanto nell’aprile del prossimo anno, a causa dei continui rinvii dovuti all’emergenza sanitaria che attualmente stiamo vivendo