Otranto: scoperto nei fondali marini un tesoro della Magna Grecia

Ritrovato il carico di una nave corinzia del VII secolo a.C. "Una grande scoperta che dimostra la necessità di tornare a investire sull'archeologia subacquea", afferma il ministro della cultura Franceschini

Anfora ritrovata nel Canale di Otranto

Anfora ritrovata nel Canale di Otranto

Redazione 16 ottobre 2021
Nel fondale del Canale di Otranto, precisamente a 780 metri di profondità, è stato ritrovato il carico di una nave corinzia appartenente al VII secolo a.C.
Il carico era stato individuato per la prima volta nel 2018 durante le operazioni di costruzione della Tap, il metanodotto che porta in Italia il gas dall'Azerbaijan, il quale ha finanziato poi i lavori di recupero. 

Barbara Davidde, Sovrintendente della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, spiega che in totale gli oggetti ritrovati sono 220, ma solo 22 sono stati per ora recuperati. Tra questi vi sono anfore, brocche e coppe da vino ancora "imballate" dentro grandi vasi per proteggerle dal viaggio in mare. 

Durante la fase di recuperto gli archeologi, una volta arrivati nel punto in cui si trovava il tesoro con una nave oceanografa, hanno documentato il tutto attraverso foto e video subacquei. Solo dopo, utilizzando un sottomarino guidato via cavo e una pompa aspirante, hanno riportato in superficie i reperti. 

La scoperta mette in luce la storia del commercio tra Corinto e la Magna Grecia:" Non si pensava che tra la Magna Grecia e la madre patria ci potesse essere un commercio organizzato già in questa epoca", afferma Barbara Davidde.

"Una grande scoperta che dimostra la necessità di tornare a investire sull'archeologia subacquea", aggiunge il ministro della cultura Franceschini, il quale anticipa l'intenzione del ministero di avviare un progetto per riportare in superficie tutti gli altri reperti rimasti in mare.