Falso il “Papiro di Artemidoro” ma la truffa è prescritta

La Procura di Torino: il documento venduto nel 2004 per 2,750 milioni di euro non è autentico. Aveva quindi ragione il filologo Canfora

Un particolare del falso papiro di Artemidoro

Un particolare del falso papiro di Artemidoro

redazione 10 dicembre 2018

Nel 2004 la Fondazione per l’arte della Compagnia San Paolo comprò per due milioni e 750mila euro il cosiddetto “Papiro di Artemidoro”, attribuito al geografo greco Artemidoro di Efeso vissuto tra II e I secolo a.C. Il filologo Luigi Canfora contestò l’attribuzione, lo riteneva un falso sollevando una polemica molto aspra con gli studiosi che lo hanno giudicato autentico e presentò un esposto alla Procura di Torino nel 2013. In seguito a indagini approfondite e confronti, la Procura torinese guidata da Armando Spataro ha emesso il verdetto sull’autenticità: il documento è un falso. Ma il mercante d’arte che lo vendette, Serop Simonian, accusato quindi di truffa aggravata, non ne risponderà: è arrivata prima la prescrizione, il procedimento penale è stato archiviato. Lo ha comunicato in una nota alla stampa il procuratore stesso.



Anche la ex direttrice del Museo Egizio di Torino Eleni Vassilika riteneva il papiro non autentico e rifiutò di esporlo quando la Fondazione (che risulta parte lesa perché è stata truffata) lo aveva consegnato in comodato d'uso gratuito alla raccolta torinese. In un bel saggio pubblicato da Einaudi nel 2008 invece Salvatore Settis (che a scanso di male interpretazioni non c'entra nulla con la compravendita) aveva difeso l'autenticità del documento e, valutando indagini fisico-chimiche, paleografiche, bibliologiche, lo datava intorno al I secolo d.C. La storia e la scienza procedono anche grazie a queste contrapposizioni tra studiosi, grazie a errori e correzioni di tiro. E comunque sono possibili ulteriori sviluppi.


Settis ha dichiarato di restare convinto dell'autenticità del documento che conosce a fondo.