Roma: scoperti i resti di tre piccoli mausolei sull'antica via Latina

Sono databili secondo gli esperti fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Si tratta di"una scoperta che getta nuova luce su un contesto importantissimo", ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma

Archeologia

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Redazione 2 gennaio 2022
Roma, l’antica Caput mundi, con le sue scoperte archeologiche, non finisce mai di sorprendere. Nel corso di alcuni lavori per la risistemazione di alcune strutture idriche, nel quartiere Appio Latino, in via Luigi Tosti, sono stati scoperti i resti di tre piccoli mausolei: si tratta di edifici sepolcrali appartenenti ad uno stesso complesso funerario, che sorgeva lungo l’antica via Latina,  databile, secondo gli esperti, fra il I secolo a.C e il I secolo d.C.

Nonostante siano parzialmente compromesse da precedenti lavori di sottoservizi, le tre strutture portate alla luce mostrano un basamento in opera cementizia e si caratterizzano per le diversi pareti: nel primo edificio sono in blocchi di tufo giallo; nel secondo in opera reticolata; mentre nel terzo è rimasto soltanto un basamento. Uno degli edifici, in particolare, ha degli evidenti segni di combustione, causati molto probabilmente da un vecchio incendio – motivo per cui si può ipotizzare come mai il complesso sia stato abbandonato. In generale, il complesso, secondo gli esperti, appare costruito sfruttando il fronte di una cava di pozzolana abbandonata, come indicherebbero le caratteristiche irregolarità dei tagli sul banco di tufo su cui sorge.

Dallo scavo profondo circa mezzo metro rispetto all'attuale piano stradale, non solo sono emersi i tre edifici, ma sono stati portati alla luce  un'olla cineraria in ceramica comune, contenente resti ossei e ancora perfettamente integra; una sepoltura a inumazione in nuda terra di un giovane; copiose quantità di intonaci colorati; e infine, una testa canina in terracotta. Quest’ultimo è un tipo di manufatto molto interessante, perché la sua funzione d’origine era quella di gocciolatoio collocato sugli spioventi dei tetti; tuttavia, l'esemplare rinvenuto è privo del foro di scolo, e per questo motivo, si ritiene che non abbia avuto uno scopo pratico nel complesso, quanto piuttosto sia per lo più un elemento decorativo.

Come ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, è “una scoperta che getta nuova luce su un contesto importantissimo, quella via Latina che da Porta Capena arrivava fino a Capua e il cui tracciato è oggi ancora visibile nei parchi degli Acquedotti e delle Tombe di via Latina”.

 

“Ancora una volta Roma mostra importanti tracce del passato in tutto il suo tessuto urbano”, ha infine aggiunto.