"Il Mulino" compie 70 anni e si rinnova. "Fedele a democrazia e pluralismo"

Con una periodicità trimestrale, una grafica innovativa e il nuovo sito web, la rivista che prese il nome dal romanzo di Bacchelli si reinventa. Le parole del vicedirettore Simili

Il Mulino

Il Mulino

Redazione 7 aprile 2021

Il primo numero del quindicinale ‘Il Mulino’ veniva stampato il 25 aprile del 1951 a Bologna e da allora non ha mai sospeso le pubblicazioni.

Oggi, a 70 anni dalla sua fondazione, la rivista di informazione culturale e universitaria diventa trimestrale e si rinnova: a partire dal primo fascicolo del 2021, il numero 513, il nuovo formato comprende una copertina, illustrata da Cristiana Couceiro, e una grafica interamente ridisegnate e un ampio spazio dedicato a blocchi tematici di attualità.

Il 25 aprile sarà inoltre lanciato il nuovo sito www.rivistailmulino.it, anch’esso con una grafica completamente ripensata, che proporrà contenuti originali e fruibili gratuitamente dagli utenti, dando comunque anche la possibilità di acquistare singoli articoli o numeri della rivista cartacea.

 

La rivista, fondata dai giovani studenti bolognesi, di estrazione e culture variegate, deve il suo nome al romanzo Il mulino del Po di Bacchelli dove ingranaggi e lavoro, mani e farine sono una metafora di pluralismo, costituzione e democrazia. "È nella fedeltà a questa idea di fondo - ricorda il vicedirettore Bruno Simili - che oggi, nel suo settantesimo compleanno, 'il Mulino' si rinnova: con un nuovo trimestrale di approfondimento e un sito che teniamo open proprio perché vogliamo sia un luogo di incontro tra le generazioni, le culture e i pensieri vivi del nostro Paese.”

In 70 anni ‘Il Mulino’ ha cresciuto lettori, scrittori, cittadini e politici, ha mutato formati, periodicità e direttori, ma sempre rimanendo fedele alla sua promessa sancita dal secondo articolo dell'omonima Associazione, quella di un impegno "non episodico" di studio, comprensione e influenza nella sfera pubblica. Anche le redattrici e i redattori nominati dalla nuova direzione si sono formati leggendo il catalogo negli anni dei loro studi e s’impegneranno a coltivare questi stessi valori, “raccogliendo oggi la semina dei fondatori”.