Da “Transumanar” a “dolenti note”: la Crusca pubblica ogni giorno una parola di Dante

A 700 anni dalla sua morte, sul sito internet dell’Accademia della lingua italiana appare “fresca di giornata”, un’espressione dantesca con un commento

Ritratto di Dante Alighieri

Ritratto di Dante Alighieri

Redazione 5 gennaio 2021

“Transumanar” (Paradiso, I, 70), “bella persona” (Inferno, V, 101), “dolenti note” (Inferno, V, 25), “tin tin” (Paradiso, X, 143) sono alcune delle prime espressioni dell’autore della “Divina Commedia” – arricchite da brevi note di accompagnamento – pubblicate sul sito dell’Accademia della Crusca che, in occasione della ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, ospita per ciascuno dei 365 giorni dell’anno 2021, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Da locuzioni divenute proverbi a quelle meno conosciute, da termini complessi a motti, dai latinismi ai neologismi, alle onomatopee: la parola di Dante, “fresca di giornata”, nonostante la distanza temporale che ci separa dal poeta, è più viva che mai, e sarà rilanciata attraverso i profili social dell’Accademia – Facebook, Twitter, Instagram – “per ricordare, rileggere, ma anche approfondire la grande eredità linguistica lasciata dal poeta” e insieme, sottolinearne “la capacità creativa, l’attualità e la straordinaria leggibilità”, come spiega il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini.


Queste alcune delle prossime parole dantesche che saranno pubblicate nel mese di gennaio. Espressioni come “lo bello stilo” (Inferno, I,87), lo stile poetico di cui Dante è fiero, e che ha imparato dai grandi modelli classici, Virgilio per primo; “Color che son sospesi” (Inferno, II, 52), passato nell’italiano come forma proverbiale per indicare uno stato di incertezza e di attesa. Saranno poi segnalati neologismi creati da Dante stesso come “immiarsi” (Paradiso, IX, 81), per indicare la penetrazione della conoscenza di altri in me stesso, fino all’identificazione e alla composizione totale. E poi, ancora parole espressive tuttora dense di significato come “bruti” (Inferno, XXVI, 119), non uomini, ma quasi animali, o animali a tutti gli effetti, incapaci di desiderio di conoscenza, privi della nobile spinta che agisce nell’uomo, anche se non è priva di rischio, come insegna appunto il canto di Ulisse.
Il ricco lessico di Dante è oggetto di un altro progetto dell’Accademia, già in corso da tempo, il Vocabolario Dantesco, “una risorsa informatica accessibile gratuitamente e in continuo aggiornamento (vocabolariodantesco.it)”.

Per conoscere le numerose iniziative dell’Accademia e quelle delle altre istituzioni fiorentine, è possibile consultare il sito web dell’Accademia della Crusca accademiadellacrusca.it e quello del Comune di Firenze 700dantefirenze.it

di L.Salv.