Stefano Mauri: il libro va bene e già guarda al Natale

Le librerie chiamate a organizzarsi in vista delle prossime festività. Il parere del presidente del Gruppo Gems all'Ansa sull'andamento dei libri dopo il periodo del lockdown

Stefano Mauri

Stefano Mauri

redazione 22 ottobre 2020

La pandemia sta davvero cambiando il costume degli italiani? per quanto riguarda la lettura sembra proprio di sì. A dimostrarlo sono i dati e a sostenerlo sono in molti.
L’ ultima voce autorevole che si è elevata a sostenere questa tendenza è quella di Stefano Mauri - presidente e amministratore del gruppo Gems- in un’ intervista rilasciata in questi giorni all’ Ansa.
Mauri sostiene come, nel periodo post lockdown, il libro sia ritornato centrale, ed il mercato librario si trovi, finalmente, in una nuova fase di ripresa.


La gente si sarà accorta dopo mesi e mesi di vita in isolamento di quanto i libri possano essere dei buoni compagni e dei supporti che permettono di evadere.


I libri, afferma Mauri “hanno preso a crescere in tutti questi Paesi, in tutte le grandi editorie occidentali: è finalmente una bella notizia. Non pensano di recuperare tutto quello che hanno perso quest'anno, ma qualcuno forse riuscirà persino a farlo e a crescere''. Quindi finalmente tira aria positiva nel mondo del libro, dopo una stagione difficile e in vista di un'altra fase che andrà presa con cautela. Forse la pandemia, con tutte le teorie contraddittorie e le fake news, ci ha aiutato a capire l'utilità di un buon libro. ''Questo riguarda sia l'editoria libraria che il giornalismo.

 

"La pandemia ha rivelato ad una parte di italiani quanto fossero dilaganti le fake news. È una cosa, del resto, di cui discuto da sempre. C'è stato un momento in cui eravamo totalmente ciechi. L'anno scorso alla Buchmesse c'era chi diceva che la rete garantiva la libertà di stampa, mentre sappiamo benissimo ora che non garantisce nulla, né nel mondo libero e tantomeno sotto una dittatura dove li bloccano e basta perché assumersi la responsabilità dei contenuti costa in termini di esame e ricerca dei testi''.

 

Il mondo ora sta vivendo un nuovo momento di difficoltà, osserva l'agenzia di stampa: ''Questo si ripercuote in particolare sui festival e sulle presentazioni dei libri. Certo sul digitale non c'è sentimento di militanza e partecipazione emotiva, ma d'altra parte è anche vero che questo fatto restituisce tempo ad autori e lettori. Indubbiamente gli eventi in presenza sono in concorrenza con la lettura e con la scrittura. Avremo a Natale le novità di tanti autori di bestseller che hanno avuto parecchio tempo per scrivere''.

 

Come sono andate le cose finora dal punto di vista del sostegno al mondo del libro? ''Dal punto di vista economico il governo è stato molto sensibile al mondo del libro. Va bene che ci vuol poco perché non è una realtà in cui girano tanti soldi, ma ha fatto ripartire la app 18, ha dato trenta milioni per le fasce più deboli, ha incentivato le biblioteche ad acquistare libri, insomma è stato presente''.

 

Ora bisogna guardare al Natale: ''Da giugno ad oggi il mercato ha segnato un +10% rispetto all'anno scorso, quindi ha compensato metà della perdita dei primi mesi. Ora per il Natale vanno evitati assembramenti, per le librerie si tratta solo di evitare le ore di punta degli ultimi giorni: bisogna scegliere quando andare nei negozi, bisogna andare nei momenti più deserti. Insomma, bisogna fare l'acquisto intelligente per Natale''