La Crusca: si dice “pornovendetta”, non “revenge porn”

Il Gruppo Incipit presso l’Accademia dei linguisti rimprovera i media: la nuova legge è giusta e usa parole italiane esistenti

Effetti delle pornovendette

Effetti delle pornovendette

redazione 4 aprile 2019
Il gruppo Incipit presso l'Accademia della Crusca riprende i media che hanno parlato di "revenge porn" quando l'espressione italiana "pornovendetta" esiste e il legislatore ha scritto giusto.

Il gruppo valuta neologismi e forestierismi. In una nota l'istituto che vigila sulla lingua con sede a Firenze, ricorda che la Camera dei deputati con 461 voti a favore e nessun contrario ha approvato l’emendamento che introduce l’art. 612-ter c.p., “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”. Scrivono gli studiosi della lingua: "Dobbiamo complimentarci con il legislatore che, nella stesura della norma, ha utilizzato parole italiane, organizzate in un testo chiaro e trasparente. Non possiamo allo stesso modo complimentarci con una parte dei commentatori, i quali perseverano nell’usare forestierismi opachi, senz’altro meno chiari della normativa ufficiale: anche nella discussione parlamentare in aula molti degli oratori e delle oratrici, per illustrare l’opportunità della norma, hanno fatto sfoggio dei termini sexting, revenge porn, slut shaming". L’emendamento, osserva il gruppo Incipit, "non si avvale di questi forestierismi, ma la stampa e i media, creando non poca confusione, presentano talora l’esito legislativo come la norma sul revenge porn, anche se l’espressione, come abbiamo detto, non ricorre affatto nella legge".

L’equivalente italiano esiste ed è “pornovendetta” e "ha già largo corso sui giornali e nella Rete". I membri del gruppo di studiosi suggeriscono "la forma univerbata, più specifica rispetto alla grafia “porno vendetta”, adottata spontaneamente da molti operatori della comunicazione".

Il Gruppo Incipit è costituito da Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Valeria Della Valle, Jean-Luc Egger, Claudio Giovanardi, Claudio Marazzini, Alessio Petralli, Luca Serianni, Annamaria Testa.