Midterm, il voto di novembre apre la corsa alla Casa Bianca del 2028 | Culture
Top

Midterm, il voto di novembre apre la corsa alla Casa Bianca del 2028

Trump non ha ancora espresso preferenze sul futuro del movimento Maga, mentre tra i democratici si fanno spazio i progressisti e i possibili protagonisti

Midterm, il voto di novembre apre la corsa alla Casa Bianca del 2028
Preroll

redazione Modifica articolo

2 Novembre 2026 - 22.25


ATF

Gennaio 2027 segnerà l’avvio non ufficiale della corsa alla Casa Bianca del 2028. Anche se l’attenzione è tutta concentrata sul 3 novembre, i papabili candidati alle presidenziali hanno già iniziato ad affilare le armi. Nessuno ha ancora scoperto ufficialmente le carte, ma dopo il voto di metà mandato i riflettori si sposteranno inevitabilmente sul toto-nomi.

Tra i democratici circolano già diversi candidati, a partire da Gavin Newsom, governatore della California, che potrebbe però rinunciare alla competizione nel caso in cui Kamala Harris decidesse di candidarsi. L’ex vicepresidente, infatti, non ha ancora sciolto le riserve, ma la sua presenza particolarmente attiva nella campagna per le midterm ha rilanciato rumors su un suo possibile ritorno. Accanto a loro potrebbe esserci Alexandria Ocasio-Cortez, pronta a tentare il grande salto qualora l’ala progressista riuscisse ad affermare alle urne il successo ottenuto alle primarie.

Proprio la crescita dei progressisti rappresenta uno dei principali rischi per il Partito democratico, ancora alle prese con le conseguenze della sconfitta del 2024 e senza un leader riconosciuto. In corsa potrebbero esserci anche il senatore della Georgia Jon Ossoff, considerato da molti un nuovo Barack Obama, e James Talarico, che potrebbe rafforzare la propria candidatura se riuscisse a diventare il primo senatore democratico eletto in Texas dal 1988.

Non mancano altri possibili protagonisti: i governatori JB Pritzker, dell’Illinois, e Josh Shapiro, della Pennsylvania, oltre all’ex segretario ai Trasporti di Joe Biden Pete Buttigieg e al senatore Mark Kelly, che non hanno escluso una candidatura.

Sul versante repubblicano, invece, la questione centrale è cercare chi raccoglierà l’eredità di Donald Trump e del movimento Maga. Il vicepresidente JD Vance resta uno dei principali candidati, soprattutto nell’eventualità di una vittoria del partito alle midterm. La sua posizione, tuttavia, è complicata: la guerra in Iran gli è costata le critiche di alcuni conservatori, che lo considerano un “traditore” e anche all’interno del movimento Maga non manca lo scetticismo nei suoi confronti. 

Tra i possibili sfidanti figurano Marco Rubio, attuale segretario di Stato, e il senatore texano Ted Cruz, che recentemente non ha risparmiato critiche a Vance. Anche il capo del Pentagono Pete Hegseth, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando l’idea della presidenza.

Resta da capire quale sarà la posizione di Trump, che finora non ha espresso preferenze. Il presidente ha soltanto definito imbattibile un eventuale ticket composto da Vance e Rubio, mentre da mesi conduce sondaggi informali tra il proprio staff e i finanziatori per capire chi dei due sia meglio posizionato.

Le midterm diventano così un trampolino di lancio per la corsa alla Casa Bianca.

Native

Articoli correlati