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“L'anno dell'Intelligenza Artificiale”:  bilancio di un' innovazione controversa

Il libro sarà presentato il 16 febbraio, alle 17.30,alla Biblioteca degli Intronati di Siena. Il 2023 è stato l'anno in cui l'Intelligenza Artificiale ha cambiato il mondo, tra timori ed etica, patologie e inganni, si apre una nuova era

“L'anno dell'Intelligenza Artificiale”:  bilancio di un' innovazione controversa
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14 Febbraio 2024 - 19.11


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di Lorenzo Lazzeri

Nel cuore dell’era digitale, il 2023 si è distinto come l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha definitivamente varcato la soglia tra la nicchia scientifica e la conversazione globale. Con il rilascio di Chat GPT a fine 2022, una semplice “macchina parlante” ha aperto un vaso di Pandora, scatenando un’ondata di fascino, corsa all’emulazione, dibattiti etici e interrogativi sul futuro del lavoro e della società.

Daniele Magrini, nella sua ultima opera “L’anno dell’Intelligenza Artificiale” (primamedia editore, 16 euro) ci guida attraverso i momenti chiave e le sfide che hanno caratterizzato questa svolta, invitandoci a riflettere sul significato profondo dell’innovazione tecnologica nella nostra vita quotidiana.  Lo fa interpretando alcuni studiosi di chiara fama e ripercorrendo, con il piglio giornalistico che contraddistingue i suoi lavori, i principali documenti che segnano questo passaggio d’epoca.  Da Hollywood ai corridoi del potere globale, dall’etica alla dipendenza digitale, questo viaggio offre una panoramica essenziale per navigare il complesso paesaggio dell’AI che continua a evolversi sotto i nostri occhi.

Il libro, “Le sfide dell’AI”, si apre con lo sciopero a Hollywood contro l’AI ed esamina successivamente eventi come l’approccio legislativo dell’Unione Europea e degli Stati Uniti; il ruolo dei chatbot nell’informazione e nella comunicazione, evidenziando le tensioni tra innovazione e regolamentazione, evidenziando la doppia natura dell’AI come fonte di progresso, potenziale minaccia evidenziandone le numerose questioni etiche nate intorno a questo dualismo.

Nella seconda parte, “Nella morsa degli algoritmi”, l’autore si addentra nelle implicazioni sociali dell’AI e della tecnologia digitale, con un occhio di riguardo e un pensiero profondo sull’impatto che ha nei giovani e sulla società in genere.

Magrini promuove l’esplorazione di molteplici temi come la dipendenza dai social media, le conseguenze della vita sempre più mediata dalla tecnologia, ponendo l’accento sull’urgenza di un dibattito informato e critico sui limiti e l’uso responsabile di queste tecnologie emergenti capaci di stravolgere i paradigmi sociali, culturali, economici e formativi.

Di questo testo possiamo sicuramente citare il capitolo “Dalla dopamina all’invisibile dipendenza che isola i ragazzi”, dove viene esaminata la sindrome F.O.M.O. (Fear Of Missing Out) e la nomofobia, forme di ansia o paura connesse alla crescente dipendenza dai social media e la costante ricerca di approvazione online causata dall’esasperata pressione sociale di questi nuovi media con effetti devastanti sugli adolescenti.

Non si sottraggono all’interesse del lettore anche altri argomenti del vissuto recente, come quelli legati alla pandemia da COVID-19. L’infodemia, con la quale è stato inondato il mondo con informazioni fuorvianti, spesso sfruttando tecniche ambigue di comunicazione sociale di massa, non mediata, minando la fiducia nella scienza, nelle istituzioni e nelle misure sanitarie.

Lo stesso OMS ha definito questo fenomeno come “una pericolosa sovrabbondanza di notizie false”, che ha alimentato paura e confusione. Parallelamente, l’evoluzione del giornalismo digitale ha messo in luce l’importanza di fonti affidabili e verificate, ma anche la difficoltà di discernere il vero dal falso in un ecosistema informativo sempre più distorto, nel quale i deep fake, alimentati da avanzate tecniche di apprendimento automatico, ormai rappresentano una sfida non facile da vincere e dove questi contenuti falsi, ma molto realistici, sono divenuti capaci di replicare audio e video di persone in azioni mai compiute, minacciando di erodere ulteriormente la fiducia nel tessuto informativo e democratico.

Citron della Boston University e Chesney University Texas, che spiegano: “poiché il nostro ambiente informativo in rete interagisce in modo tossico con i nostri pregiudizi cognitivi.” ci mettono in guardia sul potenziale autoritario che questa tecnologia potrebbe abilitare, esasperando la decadenza della verità e della fiducia e aprendo la strada a manipolazioni e disinformazioni senza precedenti.

Occorre pertanto affermare che l’approccio utilizzato in questo splendido volume intreccia analisi tecniche con profonde e ricche riflessioni socioculturali, il che rende la lettura appassionante e necessaria per chiunque desideri comprendere il ruolo e l’impatto dell’AI nel nostro tempo.

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