Nasce il primo museo della lingua italiana a Firenze. Con qualche incognita

La struttura sarà nel complesso di Santa Maria Novella e i lavori devono terminare entro il 2021

Complesso di Santa Maria Novella, di cui il museo occuperà l'ala ovest (a destra nella foto)

Complesso di Santa Maria Novella, di cui il museo occuperà l'ala ovest (a destra nella foto)

redazione 22 dicembre 2020

di Vittoria Maggini


Se il 2021 sarà l’anno della rinascita, uno dei simboli che meglio rappresenterà questo passaggio sarà sicuramente la realizzazione del primo museo della lingua italiana. Nascerà a Firenze, nell’ala ovest del complesso monumentale di Santa Maria Novella, già monastero e poi ex Scuola dei marescialli dei Carabinieri. Il progetto fa parte dei "Grandi Progetti Beni Culturali", presentato dal ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini. A sollecitare la realizzazione del museo sono state le principali istituzioni impegnate nella valorizzazione e promozione della lingua italiana: l’Accademia della Crusca, l’Accademia dei Lincei, l’Istituto dell’Enciclopedia italiana, la Società Dante Alighieri e l’Associazione per la Storia della lingua italiana.


C'è da sperare che tutto vada bene, dopo che un primo appuntamento è stato, purtroppo, mancato. Il governo aveva annunciato che i lavori sarebbero finiti il 25 marzo 2021, il "Dantedì", la giornata in cui si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Purtroppo, non sarà così: troppi gli intoppi e le difficoltà riscontrate durante i lavori di progettazione che si sono rivelati più impegnativi del previsto. Oltre al ripristino dell’edificio, ancora non è chiara “la cifra effettivamente destinabile a questi lavori preliminari rispetto a quello che sarà il vero e proprio allestimento”, ha commentato il linguista Luca Serianni, coordinatore della commissione ministeriale per il museo.  Il progetto è stato presentato in pompa magna e, anche per questo, tutti i protagonisti si augurano che le difficoltà organizzative e finanziarie siano state superate.


La necessità dell’Italia di avere un museo della lingua


Da anni gli italianisti si battono per la realizzazione di un museo della lingua che celebri la storia dell’italiano, mai realizzato fino ad oggi. Il desiderio s'è fatto più forte da quando nel 2003 gli Uffizi ospitarono per un periodo una mostra sulla lingua. Lo scorso novembre, il linguista Giuseppe Antonelli aveva lanciato una petizione rivolta al ministro Franceschini invocando la realizzazione di un museo “grande, articolato, tecnologico, come quelli dedicati alle altre lingue". Risposero oltre 4mila persone, tra cui molti linguisti come Nicoletta Maraschio, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Luca Serianni, Claudio Marazzini, Matteo Motolese e Lucilla Pizzoli.


Nel gennaio di quest'anno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell'inaugurare l’anno accademico dell’università di Firenze, aveva fatto sua l'idea di un museo “che celebri e insegni la storia dell’italiano che, come ogni lingua, è lo specchio della società che la parla e, al contempo, tesoro depositato dalle generazioni che, prima di noi, l’hanno parlata”.  Ad agosto il governo ha annunciato l’investimento di 4.5 milioni di euro per il museo che fanno parte dei 103 milioni destinati al piano “Grandi Progetti Beni Culturali".


Perché Firenze


La scelta del capoluogo toscano come sede era dettata da svariati motivi. Firenze è la patria di Dante; è conosciuta in tutto il mondo per essere una delle città più rappresentative dell’arte italiana; è la patria oltre che di Dante di Brunelleschi, Masaccio, Donatello, Amerigo Vespucci, Lorenzo il Magnifico. Ospita gli Uffizi, uno dei più grandi musei del mondo, e altre notevoli raccolte e collezioni. A Firenze si trova, infine, la sede dell’Accademia della Crusca dal 1583, la più antica istituzione linguistica del mondo, sollecitatrice della nascita del museo. E il sindaco Dario Nardella ha ricordato questi primati e il perché di questa naturale scelta: “Siamo entusiasti di un progetto che sarà sicuramente il più concreto nell’anno delle celebrazioni dantesche e che per questo abbiamo fortemente voluto iniziare proprio adesso, con i lavori che partiranno entro il 2021. La lingua italiana è patrimonio non solo nostro ma del mondo e questo museo sarà il luogo deputato a una sua conoscenza e valorizzazione a livello internazionale".


Come sarà


Presentando il progetto, il presidente dell'Accademia della Crusca Claudio Marazzin ha parlato di una struttura in grado di offrire al visitatore “la ricchezza infinita della lingua, scritta e orale, antica e moderna, colta e popolare a un tempo”. Durante la conferenza stampa tenuta poco tempo fa è stata inoltre anticipata la struttura della mostra. L’edificio dove nascerà il museo si sviluppa su quattro livelli ma gli ambienti museali occuperanno il piano terreno e quello nobile. Al piano terra si trovano locali che saranno dedicati alle esposizioni temporanee. Al piano superiore si trovano alcune sale con decorazioni e soffitti affrescati, dove sarà allocata la parte espositiva permanente. L’accoglienza dei visitatori sarà al pian terreno, con zone relax e ristoro nel piazzale interno. “Gli interventi cercheranno di adattare le esigenze funzionali del museo- a detta dei progettisti- alle caratteristiche architettoniche del complesso. Gli impianti, oggi in pessimo stato e desueti, saranno rifatti in linea con i criteri di efficientemente energetico. Verranno realizzati anche spazi per laboratori e didattica. Completeranno il museo anche i servizi di guardaroba e bookshop”.