Chiudono musei, siti archeologici, mostre, biblioteche, archivi. Librerie aperte

Stop alle visite ai luoghi culturali da venerdì 6 al 3 dicembre: non dal 5 perché il governo ha differito di un giorno le misure anti-Covid. Il Maxxi rinvia l’inaugurazione della nuova sede all’Aquila

Il complesso del Palatino nel Parco archeologico del Colosseo. Foto Wikimedia Commons

Il complesso del Palatino nel Parco archeologico del Colosseo. Foto Wikimedia Commons

redazione 4 novembre 2020
Come previsto, e ora è ufficiale, musei, complessi monumentali, siti archeologici, mostre chiudono tutti per le misure anti-contagio. Chiudono di nuovo, anche, biblioteche e archivi. Le date di chiusura vanno da venerdì 6 novembre (non da  domani 5 come indicato in un primo comunicato stampa del ministero dei beni culturali perché il governo ha differito a venerdì l'avvio delle misure più restrittive rispetto a quelle odierne) fino al 3 dicembre. Possono invece restare aperte le librerie e il presidente dei librai - Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini e il presidente dell'Associazione Italiana Editori-Aie, Ricardo Franco Levi ringraziano il governo: “I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità”

Per la seconda chiusura nell’anno i musei sul fronte digitale sono molto più attrezzati e chi era partito alla garibaldina e si è adeguato può offrire racconti online delle proprie raccolte. Come logico slitta a data da fissare l’inaugurazione di un nuovo museo, il Maxxi L’Aquila con la nuova sede nel restaurato Palazzo Ardinghelli del centro delle arti del XXI secolo: stava per aprire al pubblico questo sabato e domenica nella città in ricostruzione. “Il museo è pronto e appena sarà possibile apriremo", assicura la presidente della Fondazione, Giovanna Melandri.

Per le mostre con annessi investimenti è invece un colpo durissimo. E per chi studia e ha bisogno di archivi e biblioteche le porte sbarrate costituiscono un ostacolo serio alle ricerche. Ma l'imperativo, hanno raccomandato, detto e ridetto molti epemiologi, è frenare quanto più possibile la circolazione delle persone quindi serrare i battenti anche nei luoghi poco frequentati.

“In ottemperanza alle nuove misure di contrasto e contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 previste dal Dpcm 3 novembre 2020 (art. 1, lettera r) . – dice il comunicato del Mibact - il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo comunica che: dal 6 novembre (la prima versione dava il 5, poi il governo ha rinviato l'inizio a venerdì ndr) al 3 dicembre 2020 sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei, degli archivi, delle biblioteche, delle aree archeologiche e dei complessi monumentali di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio”.
La chiusura, va da sé, comprende anche gli istituti privati.